Bellino

23 January 2012

Chi non è mai stato in val Bellino! Di certo non uno che pratica lo scialpinismo! Rocca La Marchisa, Mongioia, Testa di Malacosta sono sicuramente nomi noti per i praticanti, così come il rifugio Melezé ed il suo simpatico gestore Bruno. Questa volta, con uno dei grandi vecchi, il mitico Carlo Petrongolo e l’insaziabile Alessando Danieli ci siamo fatti due belle uscite.

Sabato 21/01/2012 si parte dal rifugio Melezé e dopo aver percorso 500 metri di dislivello con gli sci sulle spalle finalmente si calzano ai piedi. Si sale fino ad un piano con delle malghe poi si traversa alti lasciandoci sotto un meraviglioso canale che non vediamo l’ora di fare in discesa. A pranzo siamo sulla vetta della Testa di Malacosta (3212 m slm).

Domenica 22/01/2012 si parte da Chianale e si risale fino al Colle dell’Agnello, da qui al Colle dell’Agnello vecchio e tramite il canalino nord e la cresta nord-ovest con ramponi e piccozza si raggiunge la vetta del Pan di Zucchero (3208 m slm).

Il magico Petrngolo in salita tra i meravigliosi ex-abitati della valle di Bellino

Alessandro e Carlo

“Sine nube place” – “Se non è nuvolo, va bene”

Una statua lignea di Francesco d’Assisi

Una trave che spunta dalla muratura

Il Pan di Zucchero dal Colle dell’Agnello, quella contro il celo è la cresta NO

Alessandro e Carlo quasi in vetta

Autofoto in vetta

La vetta con dietro il Monviso


Paris

23 November 2011

Certo che tornando da Parigi tante cose saltano all’occhio in maniera clamorosa.

Stanno demolendo la parte epigea del Forum di Les Halles, quello che oggi da noi è centro commerciale. L’area fu comletata negli anni 70 e sotto ci passano 4 linee di metro e 3 RER. Io la studiavo alle superiori. Mentre li le brutture degli anni 70 oggi le demoliscono da noi si sta cercando di costruirle…..

Avete mai preso la VAL dall’aeroporto di Orly? Io la studiavo alle superiori. Quando uno torna a Pisa e prende il treno che passa ogni ora e che impiega 15 minuti per fare 600 metri si chiede in che pianeta sia atterrato. La OrlyVAL fu inaugurata nel 1991.

Un’ultima cosa che mi è saltata all’occhio è la differenza tra l’aeroporto di Orly e quello di Pisa. A Orly ai bar ci sono i passeggeri. A Pisa ci sono più dipendenti dell’aeroporto che passeggeri. Fateci caso.

Quanto è bella la galleria di arte moderna del Centre Pompidou, dove Danielina mi ha scattato questa foto.


Volte

24 October 2011

Tutto cominciò in Spagna all’inizio dell’anno, dentro l’Alcazar, quando vedendo una volta mi piazzai al centro per farmi l’aureola. Li ho inaugurato la serie “cupole”.

“cupola_01″

 

“cupola_02″

 

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“cupola_04″

 

“cupola_05″


“cupola_06″

“cupola_07″

“cupola_08″

alcune fatte con l’aiuto di danielina, “cupola_09″

“cupola_10″


Monorotaia

10 October 2011

Meravigliosa uscita con Philippe ed Isabelle in apuane. Abbiamo percorso la “Lizza della Monorotaia”. Un’incredibile opera per la lizzatura meccanizzata del marmo che veniva “calato” a valle tramite una slitta in ferro guidata da un binario. Incredibile lo scenario e le pendenze. Meravigliosa la scritta sul binario “Acciaierie Sesto San Giovanni” 1921. La lizza si imbocca da una strada sulla destra subito dopo l’abitato di Gronda (un paesino sulla strada per Resceto). Da qui seguendo i segni rossi è impossibile sbagliare. Pur se in cemento quest via si presenta come una delle più belle delle alpi Apuane. Nella foto che segue la via di lizza è visibile al centro.

La slitta che serviva per calare il marmo.

La parte bassa della lizza è un po’ dissestata. Si noti il binario.

Philippe e Isabelle godono del bel sole.

Incredibile la vista verso la Tambura e monte Cavallo. Nella foto è visibile la casa e la traccia della lizza delle cave Cruze. Un’opera incredibile completamente in pietra.

La Focola del Vento con la casa dei cavatori, nella parte retrostante si intravedono dei terrazzamenti.

D qui si raggiunge facilmente anche cava Bagnoli, con il suo carico pronto alla discesa, come se un’esplosione nucleare avesse decretato la fine di un mondo e l’inizio di un’altro.


Un giorno da leone

24 September 2011

Ho faticato un po’ a ritrovare questo meraviglioso intervento dell’Onorevole Scilipoti alla trasmissione “Un giorno da pecora” di Rai Radio2 all’indomani della sua uscita dall’IDV ed al suo passaggio nel gruppo misto per sostenere il governo Berlusconi IV. Momenti indimenticabili.


Crema solare

12 September 2011

Forse non tutti sanno che la crema solare è uno dei prodotti più cari del mondo.  Per andare in montagna spesso compro lo stick che è meno ingombrante e più comodo da applicare rispetto alle creme tradizionali. Oggi mi sono chiesto:” quanto pago al litro il mio stick?”.

Considerando che in farmacia uno stick Collistar da 8 Ml con protezione 30 SPF costa circa 23,00 € , il conto è presto fatto. Lo stick costa 2875 (DUEMILAOTTOCENTOSETTANTACINQUE,00) € al litro.

Costa quindi circa 4 – 5 volte più caro del tartufo bianco. 100 volte più caro del proscutto di Parma. 400 volte più caro del rame.


Rafting

12 September 2011

A fine agosto, visto che sul fiume Lao ci eravamo divertiti, siamo andati con Emanuela e Antonello a fare la discesa in rafting del fiume Nera. Devo dire  che per un pirla come me che non ha la più pallida idea di cosa sia il rafting è molto più divertente il Lao, dove almeno ti puoi guardare intorno, fare due chiacchiere e fare il bagno. Sportivamente parlando è sicuramente più impegnativa la discesa del Nera. Ad ogni modo la discesa è stata divertente anche se gli istruttori spesso non si distinguono per la raffinatezza delle loro maniere!

Eccoci qui aerodinamicamente scagliati in una rapida!


Calabria 2011

2 September 2011

Come nasce una vacanza in Calabria? Ci chiama Mariella che dice che il 10 agosto c’è Brunori Sas a Saracena. E allora perché no! Andiamo in Calabria! Con che mezzo? Ma con la moto naturalmente! Verso che ora si parte? Ma, partiamo verso le 11, con il fresco!

Arrivati a Maratea ci piazziamo un campeggio dove gli immancabili animatori iniziano subito a rompere i maroni. Chiamo subito Maicol per mandarlo a fanculo! Schivata a malincuore la partita a ramino ci rechiamo a San Nicola Arcella dove con una breve passeggiata si arriva all’Arcomagno. Meraviglioso il luogo e l’acqua. Parte della tipicità del luogo, l’inciviltà con cui numerosi individui ritenevano di poter entrare all’interno della piccola baia a motore acceso sfiorando i bagnanti, il cantante neomelodico di turno con cui dalle barche parcheggiate all’interno ritenevano di allietarci, l’abbondanza di immondizia abbandonata dai frequentatori.

Dopo un po’ di mare, un po’ di montagna. Via verso il Pollino, sulla nostra strada il fiume Lao, una gola meravigliosa da scendere con il gommone ed il paese di Papasidero. Molto bella la “grotta del romito” dove si trova una splendida incisione rupestre del Bos primigenius.

Sul Pollino arriviamo tardi, ma non desistiamo! A costo di fare notte dobbiamo andare a vedere i pini loricati. Corriamo verso Serra Crispo. Arriviamo su verso le 18.

Il pino loricato (Pinus heldreichii H.Christ) deve il suo nome alla somiglianza delle squame della sua corteccia con la Lorica delle corazze romane. In Italia si trovano soltanto arroccati sul Pollino come relitto dell’ultima glaciazione.

Impressionante la bellezza di questi giganteschi individui.

La sera si festeggia a Morano Calabro con Mariella e Luigi, alla casa della nonna.

E il giorno dopo si fa la discesa delle splendide gole del torrente Raganello.

Poi finalmente arriva il 10 e con lui il concerto di Brunori Sas a Saracena. Mitici, incastonati nella piazza sotto il lampione.

Ci dispiacciamo di non poter restare altri giorni……..

E l’11 mattina salutiamo Morano Calabro.

Tropea! Forse uno dei paesini più carini che abbia visto in Calabria. Accolti con corone di cipolle ci facciamo una bella girata. Meraviglioso il vecchio alimentari della piazza così come le sue gestrici.

Seguiamo la costa e scendiamo, scendiamo in fondo, passiamo Scilla dove salutiamo il mostro ed iniziamo a salire sull’Aspromonte. Qui troviamo Pentedattilo. Abbandonato con decreto di sgombero negli anni 60 oggi in parte rivive grazie ad un’associazione ed all’amore di molte persone. Bellissimo.

In alcuni angoli sembra di trovarsi in un indefinito posto dopo il passaggio della guerra….

Imbarcamento? No di certo!

La roccia sopra Pentedattilo.

E poi via verso i paesini aspromontani! Roghudi vecchio è uno shock! Dichiarato inagibile dopo alcune fortissime alluvioni negli anni 70 troneggia abbandonato sopra la fiumara Amendolea.

Un posto di una violenza incredibile come dice Danielina.

Si risale l’aspromonte fino a Gambarie. A nord di Gambarie si trova il mitico pino sotto il quale fu adagiato il corpo di Gribaldi ferito.

Bellissimi i boschi delle Serre. Commevente la statua di San Bruno che prega penitente dentro la fontana.

Le farfalle sul fiore.

Fatti un whisky!

Infine ci godiamo dal basso i Giganti della Sila.

Insomma 3000 km, dove abbiamo trovato l’amicizia e l’sopitalità di tante persone che ho tascurato di inserire perché tutto sommato che ne so io se gli fa piacere? I calabresi alternano tratti di incredibile generosità nelle zone montane ad una generica scorbuticità nelle zone marine. Ad ogni modo è un posto stupendo, dove un mare bellissimo è ad un’ora di macchina dalle più belle montagne dell’appennino.


Pappa col Pomodoro

5 February 2011

Per una buona pappa per due persone utilizzare:
- 200 gr di pomodoro passato fresco
- 150 gr di pane casalingo non salato (meglio se raffermo)
- 1 spicchio di aglio
- peperoncino
- olio d’oliva
-  sale
- basilico

Versare l’olio e far soffriggere l’aglio, aggiungere il pomodoro facendo andare un po’, infine aggiunge il pane e farlo rammollire. Alla fine si toglie l’aglio e si da un’ulteriore girata.


Polluce – Castore

11 January 2011

In Agosto col mio amico Simone ci siamo felicemente recati a fare un po’ di attività in Valle d’Aosta. Salendo la bella e selvaggia val d’Ayas siamo arrivati a quello che è il mitico rifugio Mezzalama. Un rifugio piccolo ed intimo. Molto bello.

Da qui abbiamo proseguito verso il rifugio delle Guide d’Ayas, molto carino anche questo ma assai più grande ed incasinato del Mezzalama. Ad ogni modo abbiamo dormito qui perché logisticamente assai più comodo. La mattina presto siamo dunque partiti alla volta del Polluce. Il Polluce è relativamente semplice, dalla sella tra Castore e Polluce si risale sulla sinistra e dopo poco si risale un facile canalino che porta a facili roccette. Si giunge dunque a passaggi di terzo che si superano abbastanza agevolmente con l’ausilio di canaponi presenti in loco.

Si esce dunque ad una madonnina e si percorre la cresta terminale abbastanza stratta ma non affilata.

Simo sulla vetta del Polluce.

I Lyskamm occidentale e orientale visti dalla vettad el Polluce.

Tornando verso il basso abbiamo dunque deciso di effettuare la traversata Polluce-Castore e riscendere al rifugio QUintino Sella. Anche la salita al Castore è abbastanza semplice, in funzione delle condizioni della specifica annata può essere un po’ difficoltoso il raggiungimento della vetta.

Stupendo l’accorgimento tecnico dei valligiani che nelle case, al fine di non far risalire i topi presumo utilizzavano un furbissimo strattagemma. La casa veniva costruita su pilastri e tra la casa ed il pilastro veniva posto un sasso largo che facesse da barriera all’arrampicata del sorce delle nevi.

Infine con la pregevolissima pandina ci siamo recati in dolomiti dove abbiamo fatto una visita a Messner Mountain Museum di Monte Rite. Devo dire che l’ambiente ed il fortino valgono la pena contrariamente al contenuto che è un’accozzaglia di immagini, libri e poche cose interessanti.