Babi trail

1 July 2017

Un grande ringraziamento a tutti i genitori e a tutti i bambini che hanno corso la Babi trail. E’ stata una bellissima giornata nella quale fare una passeggiata assieme e un giro di pista al campo d’altura del Terminillo. Grazie agli organizzatori ed ai volontari della Skyrace. A fine giornata nel nostro salvadaniaio abbiamo trovato 621,12 € che abbiamo già bonificato all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma. E’ stato un bellissimo giorno per sentirci ancora tutti assieme a Sabina a correre sui prati circondati da persone speciali.

Complimenti anche agli adulti che hanno fatto in circa 4 ore qualcosa come 25 km di distanza e 2500 metri di dislivello positivo.

Ecco la foto del primo arrivato!

Prima donna la mitica Raffaella Tempesta! Di cognome e di fatto!

Un grande abbraccio tra amici all’arrivo! Grazieraffa.

La news è anche sul sito dell’Associazione Itraliana per la Lotta al Neuroblastoma.


Monorotaia

10 October 2011

Meravigliosa uscita con Philippe ed Isabelle in apuane. Abbiamo percorso la “Lizza della Monorotaia”. Un’incredibile opera per la lizzatura meccanizzata del marmo che veniva “calato” a valle tramite una slitta in ferro guidata da un binario. Incredibile lo scenario e le pendenze. Meravigliosa la scritta sul binario “Acciaierie Sesto San Giovanni” 1921. La lizza si imbocca da una strada sulla destra subito dopo l’abitato di Gronda (un paesino sulla strada per Resceto). Da qui seguendo i segni rossi è impossibile sbagliare. Pur se in cemento quest via si presenta come una delle più belle delle alpi Apuane. Nella foto che segue la via di lizza è visibile al centro.

La slitta che serviva per calare il marmo.

La parte bassa della lizza è un po’ dissestata. Si noti il binario.

Philippe e Isabelle godono del bel sole.

Incredibile la vista verso la Tambura e monte Cavallo. Nella foto è visibile la casa e la traccia della lizza delle cave Cruze. Un’opera incredibile completamente in pietra.

La Focola del Vento con la casa dei cavatori, nella parte retrostante si intravedono dei terrazzamenti.

D qui si raggiunge facilmente anche cava Bagnoli, con il suo carico pronto alla discesa, come se un’esplosione nucleare avesse decretato la fine di un mondo e l’inizio di un’altro.


Calabria 2011

2 September 2011

Come nasce una vacanza in Calabria? Ci chiama Mariella che dice che il 10 agosto c’è Brunori Sas a Saracena. E allora perché no! Andiamo in Calabria! Con che mezzo? Ma con la moto naturalmente! Verso che ora si parte? Ma, partiamo verso le 11, con il fresco!

Arrivati a Maratea ci piazziamo un campeggio dove gli immancabili animatori iniziano subito a rompere i maroni. Chiamo subito Maicol per mandarlo a fanculo! Schivata a malincuore la partita a ramino ci rechiamo a San Nicola Arcella dove con una breve passeggiata si arriva all’Arcomagno. Meraviglioso il luogo e l’acqua. Parte della tipicità del luogo, l’inciviltà con cui numerosi individui ritenevano di poter entrare all’interno della piccola baia a motore acceso sfiorando i bagnanti, il cantante neomelodico di turno con cui dalle barche parcheggiate all’interno ritenevano di allietarci, l’abbondanza di immondizia abbandonata dai frequentatori.

Dopo un po’ di mare, un po’ di montagna. Via verso il Pollino, sulla nostra strada il fiume Lao, una gola meravigliosa da scendere con il gommone ed il paese di Papasidero. Molto bella la “grotta del romito” dove si trova una splendida incisione rupestre del Bos primigenius.

Sul Pollino arriviamo tardi, ma non desistiamo! A costo di fare notte dobbiamo andare a vedere i pini loricati. Corriamo verso Serra Crispo. Arriviamo su verso le 18.

Il pino loricato (Pinus heldreichii H.Christ) deve il suo nome alla somiglianza delle squame della sua corteccia con la Lorica delle corazze romane. In Italia si trovano soltanto arroccati sul Pollino come relitto dell’ultima glaciazione.

Impressionante la bellezza di questi giganteschi individui.

La sera si festeggia a Morano Calabro con Mariella e Luigi, alla casa della nonna.

E il giorno dopo si fa la discesa delle splendide gole del torrente Raganello.

Poi finalmente arriva il 10 e con lui il concerto di Brunori Sas a Saracena. Mitici, incastonati nella piazza sotto il lampione.

Ci dispiacciamo di non poter restare altri giorni……..

E l’11 mattina salutiamo Morano Calabro.

Tropea! Forse uno dei paesini più carini che abbia visto in Calabria. Accolti con corone di cipolle ci facciamo una bella girata. Meraviglioso il vecchio alimentari della piazza così come le sue gestrici.

Seguiamo la costa e scendiamo, scendiamo in fondo, passiamo Scilla dove salutiamo il mostro ed iniziamo a salire sull’Aspromonte. Qui troviamo Pentedattilo. Abbandonato con decreto di sgombero negli anni 60 oggi in parte rivive grazie ad un’associazione ed all’amore di molte persone. Bellissimo.

In alcuni angoli sembra di trovarsi in un indefinito posto dopo il passaggio della guerra….

Imbarcamento? No di certo!

La roccia sopra Pentedattilo.

E poi via verso i paesini aspromontani! Roghudi vecchio è uno shock! Dichiarato inagibile dopo alcune fortissime alluvioni negli anni 70 troneggia abbandonato sopra la fiumara Amendolea.

Un posto di una violenza incredibile come dice Danielina.

Si risale l’aspromonte fino a Gambarie. A nord di Gambarie si trova il mitico pino sotto il quale fu adagiato il corpo di Gribaldi ferito.

Bellissimi i boschi delle Serre. Commevente la statua di San Bruno che prega penitente dentro la fontana.

Le farfalle sul fiore.

Fatti un whisky!

Infine ci godiamo dal basso i Giganti della Sila.

Insomma 3000 km, dove abbiamo trovato l’amicizia e l’sopitalità di tante persone che ho tascurato di inserire perché tutto sommato che ne so io se gli fa piacere? I calabresi alternano tratti di incredibile generosità nelle zone montane ad una generica scorbuticità nelle zone marine. Ad ogni modo è un posto stupendo, dove un mare bellissimo è ad un’ora di macchina dalle più belle montagne dell’appennino.


Polluce – Castore

11 January 2011

In Agosto col mio amico Simone ci siamo felicemente recati a fare un po’ di attività in Valle d’Aosta. Salendo la bella e selvaggia val d’Ayas siamo arrivati a quello che è il mitico rifugio Mezzalama. Un rifugio piccolo ed intimo. Molto bello.

Da qui abbiamo proseguito verso il rifugio delle Guide d’Ayas, molto carino anche questo ma assai più grande ed incasinato del Mezzalama. Ad ogni modo abbiamo dormito qui perché logisticamente assai più comodo. La mattina presto siamo dunque partiti alla volta del Polluce. Il Polluce è relativamente semplice, dalla sella tra Castore e Polluce si risale sulla sinistra e dopo poco si risale un facile canalino che porta a facili roccette. Si giunge dunque a passaggi di terzo che si superano abbastanza agevolmente con l’ausilio di canaponi presenti in loco.

Si esce dunque ad una madonnina e si percorre la cresta terminale abbastanza stratta ma non affilata.

Simo sulla vetta del Polluce.

I Lyskamm occidentale e orientale visti dalla vettad el Polluce.

Tornando verso il basso abbiamo dunque deciso di effettuare la traversata Polluce-Castore e riscendere al rifugio QUintino Sella. Anche la salita al Castore è abbastanza semplice, in funzione delle condizioni della specifica annata può essere un po’ difficoltoso il raggiungimento della vetta.

Stupendo l’accorgimento tecnico dei valligiani che nelle case, al fine di non far risalire i topi presumo utilizzavano un furbissimo strattagemma. La casa veniva costruita su pilastri e tra la casa ed il pilastro veniva posto un sasso largo che facesse da barriera all’arrampicata del sorce delle nevi.

Infine con la pregevolissima pandina ci siamo recati in dolomiti dove abbiamo fatto una visita a Messner Mountain Museum di Monte Rite. Devo dire che l’ambiente ed il fortino valgono la pena contrariamente al contenuto che è un’accozzaglia di immagini, libri e poche cose interessanti.


Majella

2 July 2010

La Majella deve il suo nome alla dea Maja, figlia di Atlante, che per salvare il figlio Ermes ferito in battaglia si recò nei luoghi che oggi portano il suo nome a cercare delle erbe medicinali che germinano con lo scioglimento della neve. Lo stato di neve che ancora ricopriva il monte le impedì di trovare l’erba miracolosa ed Ermes morì. Maja morì anch’essa di crepacuore ed alcuni ne vogliono vedere il profilo pietrificato nella penna di Pennapiedimonte. Zeus per ricordare il figlio vi fece nascere un albero dai fiori gialli che prese il nome di Majo, il Maggiociondolo (fonte provincia di Chieti).

La Majella è un ambiente sorprentende, estremamente selvaggio e di di mensioni enormi. Il suo aspetto attuale è fortemente piegato da una fortissima pressione antropica del passato che oggi è venuta meno.

Tra le perle della Majella gli eremi di Pietro da Morrone che sono stati un po’ il trait d’union di questa traversata fatta sulle orme dell’interessante libro di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris, “Gli eremi di Celestino V” edito da Terre di mezzo.

17/06/2010 – Treno da Rieti-Sulmona, autobus per Roccaraso, Taxi fino alla stazione di Palena. Da qui a piedi fino a Fara S. Martino
18/06/2010 – A piedi da Fara S. Martino a Pennapiedimonte
19/06/2010 – A piedi da Pennapiedimonte fino alla Majelletta
20/06/2010 – A piedi dalla Majelletta fino a Decontra attraverso gli eremi di S. Spirito e S. Bartolomeo
21/06/2010 – In Jeep fino a Pianagrande, da qui a piedi alla grotta di S. Giovanni e poi nella valle dell’Orfento dalla rava dell’Avellana con ritorno a Deconta
22/06/2010 – In pulmino fino alla Majelletta e traversata a piedi da qui ed il passo S. Leonardo con rientro a Sulmona in macchina.

Partenza da Rieti stazione con la FCU (Ferrovia Centrale Umbra)

I sentieri non erano sempre facili da trovare......

La piazza di Fara S. Martino

Dal nulla esce dalla montagna, con i suoi 3 m^3 s^-1 il fiume Verde. L'acqua del fiume viene usata per pastificare presso gli stabilimenti De Cecco e Del Verde. Alcuni salti del fiume vengono utilizzati per produrre energia idroelettrica.

Lo stabilimento De Cecco

Stabilimento De Cecco ed alle spalle Fara S. Martino

Chiesa rupestre di Sant'Agata d'Ugno alla grotta di Sant'Angelo di Palombaro

Pennapiedimonte

Tutti a vaedere l'Italia da Pierino con u televisore 12 pollici

Le case a Pennapiedimonte sono mezze costruite davanti, e mezze scavate dietro.

Trattoria da pierino, andateci assolutamente

Pierino

Dopo una giornata di pioggia si arriva alla Majelletta con vento forte e 3 °C. Ci troviamo in grande difficoltà. Meno male ci vengono a prendere nell'ultimo chilometro di strada dall'albergo Mamma Rosa

Mammaraosa al mattino, nonostante la nebbia ripartiamo lo stesso.

Eremo di S. Spirito

Ingresso all'eremo di S. Bartolomeo

Corridoio ed Eremo di S. Bartolomeo

Eremo di S. Bartolomeo visto di fronte

Pecore abruzzesi

Grotta di S. Giovanni, il complesso monastico era sotto, anche se non ne restano tracce. L'ingresso all'eremo è sulla sinistra e vi si arriva tramite un corridoia scavato nella roccia

Corridoio di ingresso alla grotta di S. Giovanni

L'ultimo pezzo del corridoio per entrere nell'eremo è spanciato ed obbliga il visitatore a prostrarsi e ad entrare strisciando e trainandosi con le braccia. Il passaggio è abbastana stretto e una spalla in alcuni punti resta nel vuoto. Il passaggio comunque è semplice e con la faccia a terra non si ha la percezione del vuoto.

Le gole del fiume orfento

Croce presso Decontra

All'agriturismo Pietrantica con Marisa e Camillo

Sulla vetta del monte Amaro, la cime principale della Majella

Discesa dalla direttissima o rava della Giumento Bianca

Sulmona

Infine di nuovo a rieti


Howto – Vincenzo Perrone – Conifere e Latifoglie

13 May 2009

Con Dani volevamo acquistare i due pregevoli volumi di Vincenzo Perrone, rispettivamente sulle Conifere e sulle Latifoglie facenti parte della “Collana verde” e dal totolo generale “Guida al riconoscimento degli alberi” a cura dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed editi dal Corpo Forestele dello Stato.

Visto che su internet le notizie scarseggiano e che per scoprire come fare ho dovuto fare 5 telefonate al ministero ritengo utile riportare questo breve How-to.

I due volumi sono distribuiti dal: FONDO ASSISTENZA PREVIDENZA E PREMI PERSONALE CORPO FORESTALE STATO. Nell’ufficio addetto vi forniscono tutte le informazioni necessarie e rispondono in maniera gentilissima al numero di telefono 0646652184.

Sostanzialmente vi diranno che il costo dei volumi è:
– 24 € per Latifoglie
– 23,24 € Conifere
– che la spedizione costa 9,10 €
– che con una spedizione si possono spedire massimo 4 tomi.

Fatto il totale dovete fare un versamento sul CCP 12129003 intestato al suddetto FONDO.

Eseguito il pagamento inviate conferma FAX al numero 0642012596 con fotocopia bollettino indicando indirizzo per la spedizione, il numero di volumi ed il codice fiscale per la fatturazione.

Sperando di avere fatto cosa gradita cordialmente salutiamo.


Demidoff

3 May 2009

Il 16/03/2009, con l’associazione DelleMeraviglie, abbiamo messo a dimora in ricordo di Veronica due splendide piantine presso il Parco della villa Medicea di Pratolino. Le piante in questione sono un Sequoiadendron giganteum (Welly) ed un Quercus cerris (Cerry).

Welly è stata messa a dimora nella zona bass del parco, verso il rio delle Serre, un luogo attualmente chiuso al pubblico ma dal quale non mancherà di spuntare grandiosa tra qualche centinaio di anni.

Trasporto Welly

Dopo aver fatto una bella buca abbiamo provveduto a rincalzarla per bene e ad eseguire la classica foto di rito.

Welly a dimora

Cerry è stata invece messa a dimora in un luogo di tutto prestigio, nelle immediate vicinanze del Gigante dell’Appennino del Giambologna.

Messa a dimora Cerry

Cerry

Vorrei ringraziare l’Arch. Pagliai, direttore del parco, per la disponibilità ad accogliere le piante, il Prof. Grossoni per aver colto le nostre intenzioni e per asserci stato vicino in questa operazione, Marica per l’aiuto e la disponibilità, gli operai di villa Demidoff per la cura che hanno impiegato nella messa a dimora.


Firenze in bici

8 February 2009

Ci siamo giustamente iscritti all’associazione Firenze in bici.

I 15 euro dell’iscrizione, oltre a contribuire ad un movimento che tuteli la difficile vita di noi ciclisti è compressa l’assicurazione RC Bici.

Per chi fosse interessato: http://www.firenzeinbici.net

Home page dell'associazione Firenze in Bici

Home page dell'associazione Firenze in Bici


Gennaio

8 February 2009

Quest’anno sembra essere diventata un’abitudine quella di andarre sul monte Gennaio nell’appennino pistoiese. Questa volta con alcuni ospiti di eccezione quali Tommi, Luca, Bertuzzi e il Lascia.

In un paesaggio oramai non più tipico del nostro mondo riscaldato abbiamo parcheggiato alla casett Pulledrari, da qui, dopo aver litigato con gli scassacazzo dell’anello di fondo, abbiamo eguito la forestale fino alla Maceglia e poi su fino al crinale dove abbiamo percorso un piccolo pezzo di neve compattata dal vento fino alla vetta del Poggio dei Malandrini. Non avendo i ramponi siamo dunque tornati sui nostri passi per concludere la giornata facendo un anello passando per il rifugio del Montanaro e riscendendo alla casetta Pulledrari. Immancabile il buon caffè offerto gentilmente dal CAI Maresca al rifugio.

Al rifugio abbiamo anche incontrato la nostra amica Linda.

Danielina ed il Lascia alla casetta Pulledrari

Danielina ed il Lascia alla casetta Pulledrari

La signora con le toppe al culo che sembra un Macaco

La signora con le toppe al culo che sembra un Macaco

Tommi che sale verso la Maceglia

Tommi che sale verso la Maceglia

Il gruppo in pausa

Il gruppo in pausa

Oddio moio

Oddio moio

Quasi in vetta al monte Maggiore

Quasi in vetta al monte Maggiore


Volterra

8 December 2008
Oggi con Danielina siamo stati a Volterra a fare la nostra girata in bici. Un giro stupendo sotto le balze in mezzo a paesaggi rurali arrotondati da secoli di aratri, con il frumento appena spuntato in righe (almeno quello che credo sia da ignorante agrario). Circa 30 km di felicità in una giornata fantastica.
Partendo dal belvedere delle Balze siamo scesi verso la frazione Montebradoni, poi per San Cipriano e per strade sterrate in paesaggi rurali meravigliosi fino a Casalunghe. Da qui poi abbiamo preso la strada sfaltata che per paesaggi meravigliosi conduce nuovamente a Volterra.
Dani sulle mura etrusche

Dani sulle mura etrusche sovrastanti le Balze.

Paesaggio sottostante Volterra

Paesaggio sottostante Volterra.

Io sopra le Balze

Io sopra le Balze e dietro a me l'oramai abbandonata Badia dei Frati Camaldolesi dedicata ai santi Salvature, Giusto e Clemente. La Badia è stata abbandonata nell'800 per timore che fosse inghittita dalle balze, che nel frattempo si sono mangiate una necropoli etrusca e diversi edifici.

Giu come le bombe

Giu come le bombe.

L'ex convento abbandonato per pericolo di crollo

L'ex Badia abbandonata.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Meravigliosi paesaggi rurali

Meravigliosi paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Voila infine la traccia del percorso su Google Earth

La traccia del percorso su Google Earth