Momenti magici a Marrackech dove in 9 ci siamo gaudiosamente trastullati a fare i turisti.
Allo sbarco dall'aereo
Dallo speziale
L'impressionante casino della piazza Djemaa el Fnaa
Imperdibili le concerie
Meravigliosi gli stuchi e intarsi lignei della scuola coranica della Medersa Ben Youssef
Davanti ad una piccola moschea
Meravigliose le tintorie
Da mangiare assolutamente perché buonissime le lumache
Foto di gruppo all'ultimo ristorante, dove finalmente abbiamo trovato anche un po' di birra.
Meravigliosamente impressionante il tornitore manuale ad archetto che lavora con un tornio prodotto in proprio e con un sapere impressionante. Da notare come il sistema, da tornio possa essere convertito in utensile per foratura.
In questi giorni abbiamo salutato Marcellino Andaloro, compagno di tante scorribande montane e pregevolissimo neologista. Indimenticabili i momenti assieme dalla “Stellina”, un posto talmente brutto che solo Marcello e Checco Bruschi sapevano trasformare in un evento.
Via, venerdì scorso (11/12/2009) si sono sposati anche Bertuzzi e il Lascia. Anche il Lascia, ultimo zoccolo duro dell’antimatrimonialismo, ha ceduto. Adesso potrebbe succedere di tutto. Potrei sposarmi pure io…..
Vabbè vabbè, si vedrà. Nel frattempo complimenti ai novelli sposi che sono voltai in svizzera in viaggio di nozze.
06-07-08/03/2009 ci siamo gaudiosamente recati assieme a Bertuzzi e il Lascia a trovare la Sara a Paris, que c’est toujours Paris.
Abbiamo iniziato con una bella visita alla Fondazione Cartier dove c’era una splendida mostra sui moti terrestri degli esseri umani. Per guerre, persecuzioni catastrofi. Dopo di che abbiamo vagato per Parigi un paio di giorni.
Una prima cosa fondamentale da notare a Parigi è la ristrettezza del tipico cesso parigino.
Non di secondaria importanza la ristrettezza degli spazzi comuni dei palazzi, dove le scale inerpicano come vie ferrate nelle Dolomiti.
Immancabile la visita all’antica libreria Shakespeare & Co nel quartiere latino.
Dove gli scaffali in legno, sotto secoli di libri, presentano la tipica incurvatura dovula al creep ad in particolare alla sua azione in presenza di umidità variabile.
Mitici i giardini pensili del BHV che oramai ha colonizzato tutto il quartiere
Immancabile la fermata da Chez Marianne per l’imperdibile Falafel al Marais
Così anche imperdibile il magico ristorante Chartier, con coda chilometrica all’ingresso, sintomo evidente di un ambiente particolare, di prezzi ragionevoli per una qualità discreta.
Ecco i meravigliosi interni del ristorante operaio.
Poi delle amiche di Sara ci dicono: andiamo in un bar che c’è un concerto Jazz. Naturalmente arriviamo tardi per il concerto ma sorpresa delle sorprese (neanche fossi andato alla sagra del tartufo a Cercina) mi trovo qual favottero di Guido Zorn che sta riponendo il contrabbasso. Dsipiaciuto di aver mancato l’esibizione affoghiamo il dolore nella birra del prestigioso bar “Fontaine”.
Il giorno dopo ci compriamo delle Anduilletts da riportare a casa e dello splendido cacio francese
Diamo un paio di euro alla zingarella che ci sta simpatica
Andiamo dunque a Montmartres dove ci attende la tipica vigna sulla collina
Posta proprio in fronte al mitico ristorante deli impressionistoi “Il coniglio agile”
Nelle case della zona le canne fumarie sono state integrate in epoca successiva
Il 16/03/2009, con l’associazione DelleMeraviglie, abbiamo messo a dimora in ricordo di Veronica due splendide piantine presso il Parco della villa Medicea di Pratolino. Le piante in questione sono un Sequoiadendron giganteum (Welly) ed un Quercus cerris (Cerry).
Welly è stata messa a dimora nella zona bass del parco, verso il rio delle Serre, un luogo attualmente chiuso al pubblico ma dal quale non mancherà di spuntare grandiosa tra qualche centinaio di anni.
Dopo aver fatto una bella buca abbiamo provveduto a rincalzarla per bene e ad eseguire la classica foto di rito.
Cerry è stata invece messa a dimora in un luogo di tutto prestigio, nelle immediate vicinanze del Gigante dell’Appennino del Giambologna.
Vorrei ringraziare l’Arch. Pagliai, direttore del parco, per la disponibilità ad accogliere le piante, il Prof. Grossoni per aver colto le nostre intenzioni e per asserci stato vicino in questa operazione, Marica per l’aiuto e la disponibilità, gli operai di villa Demidoff per la cura che hanno impiegato nella messa a dimora.
Giovedì 23 ci ha lasciato nonna Santina. Un concentrato di tenerezza e di fermezza in 1,5 metri di statura. Una degli ultimi punk della terra. Uno degli ultimi gnomi della foresta, impossibile da fotografare perché in perpetuo movimento. Ciao Santina, ci mancherai.