Eroico

9 October 2012

Dopo l’eroica di domenica (07/10/2012) sono definitivamente e inconfutabilmente un eroe assieme ai miei magici compari!
135 km megagalattici! Partenza di notte con le frontali con la protezione civile ai bivi con le lampade a dirci dove andare che non si vedeva una ceppa, dopo 25 minuti finisce la strada asfaltata e ti trovi davanti la salita che porta al castello di Brolio!
Sticazzi! Ancora era presto per bestemmiare, l’ora mistica delle lodi mal sa adatta ad atti blasfemi!
Mi alzo sui pedali e con i ginocchi cigolanti sul mio 24 e dopo 10 minuti ero su! Ora iniziava la discesa!
Una salita piuttosto bruttina era dietro le spalle e l’avevo fatta tutta senza scendere con i miei scarsi allenamenti ciclistici! Questo mi ha molto rincuorato.
L’alba ci coglie mentre come falchi sorvoliamo Siena. Ci congiungiamo alla Franchigena e via lungo strade sterrate megagalattiche fino a Radi dove c’è il primo ristoro. I primi 48 km erano passati senza colpo ferire.
Si riparte! BUM! Quando scoppiano i tubolari fanno dei botti della madonna! Meno male ne avevamo diversi di scorta!
Poi via verso sud, saliscendi, Vescovado di Murlo, Ponte d’Arbia e poi Asciano!
Da Asciano riparte la salita per Monte Sante Marie, se siete bestemmiatori prfessionisti questa salita vi darà delle grandi soddisfazioni. Decisamente il punto peggio, un incubo.
Sceso diverse volte, ma alla fine anche questo era dietro le spalle!
Il resto è un percorso meraviglioso che ci porta a Castelnuovo Berardenga, a risalire a Brolio e infine a Gaiole in Chianti!
La Colnago dell’80 di mio padre è stata perfetta.
Per il prossimo anno devo lavorare un po sull’abbigliamento!

Tempo impiegato con tutte le soste da ciclista scarso quale sono 8 ore e 45 minuti. Partenza alle 6.15Consigli:
– il 24 è da uomini veri! Se qualcuno volesse farla e godersela un po’ di più consiglio qualche dente in più….
– se proprio siete storici andate coi tubolari ma se siete furbi andate con i copertoncini e le camere d’aria
– ci vogliono almeno 2 tubolari a persona (io ho forato un paio di volte), nel percorso comunque alle soste ci sono anche dei meccanici per le riparazioni e la vendita tubolari
– portatevi anche il mastice, oppure mettete i tubolari la sera prima in modo che il mastice sia fresco altrimenti il tubolare ruota sul cerchio quando frenate e si rompe alla valvola
– per sicurezza portatevi anche il fast
– al pit stop di Asciano evitate la ribollita che poi sulla salita per Monte Sante Marie la vomitate
L’accampamento presso il campo da calcio di Gaiole la sera prima.
Le strade sterrate del chianti
La sosta a Radi.
Eroe su strada bianca.
Eroe in maschera su strada bianca!
La Colnago dei babbo!
In scia!
L’ultima salita per tornare a Brolio!
Il gruppo degli eroi al castello di Brolio!

Montaggio pneumatici bicicletta

14 November 2009

Spesso i ciclisti generosi ci svelano dei trucchetti magici e semplicissimi.

Dopo Carpentari, che mi svelò come regolare l’altezza del sellino al decimo di millimetro, finalmente Poccianti mi ha svelato un ulteriore trucchetto per mettere i copertoni delle ruote. Come saprete nei pneumatici da bicicletta sono già presenti due freccie: “Front” e “Rear” che indicano come montarle. Nonostante la presenza di qesta simbologia può essere relativamente facile confondersi. Al fine di evitarlo Poccianti mi ha dunque svelato che:

“i copertoni abitualmente si montano con le serigrafie dal lato della catena”.

Oltra a questo scegliendo i pneumatici sono venuto a sapere che esistono pneumatici con “Cerchietti rigidi” e “Cerchietti flessibili”. Il cerchietto è un anello che va ad irrobustire il copertone e che grossomodo è situato al di sotto della zona in cui questo entra in contatto con il cerchio. I cerchietti rigidi sono in acciaio mentre quelli flessibili in fibra aramidica. I pneumatici dei due tipi possono essere facilmente riconosciuti perché i cerchietti rigidi non possono essere piegati ed i copertoni devono essere conservati appesi nella loro forma originale mentre per la fibra aramidica, potendo essere piegata, i pneumatici possono esere venduti ripiegati su se stessi.

Per entrambe le tecnologie il pneumatico è esattamente lo stesso, i cerchietti in acciaio hanno il vantaggio di essere più resistenti, quelli in fibra aramidica il vantaggio di pesare meno (fanno risparmiare circa 50g per pneumatico). Considerate comunque che a parità di pneumatico quelli con i cerchietti in acciaio costano circa la metà (17 euro di un buon pneumatico contro i 35 euro di un pneumatico con cerchietti in fibra).

E se cercate una pressione adatta a tutti i terreni 3 ATM fanno per voi.


La Verna – Rieti in MTB

16 September 2009

Dal 17/08/2009 al 26/08/2009 con le bici da montagna assieme a Dani abbiamo percorso un cammino meraviglioso nei luoghi del francescanesimo dell’Italia centrale. Un cammino solitario in luoghi di pace e meditazione che ci ha colpito enormemente. Lo abbiamo vissuto da ciclopellegrini, non direi da turisti, cercando ospitalità nelle strutture francescane e vivendolo con ammirazione nei confronti di Francesco e stupore nel trovare ancora chi presidi queste oasi di pace e solitudine. La partenza per ragioni logistiche è avvenuta da Raggiolo, piccolo borgo del Casentino, non lontano da La Verna. Gran parte dell’itinerario si è svolto sulle orme di Angela Seracchioli e della sua pregevole pubblicazione “Di qui passò Francesco” edita da Terredimezzo. Naturalmente essendo noi in bicicletta abbiamo applicato delle varianti oltre ad aver scelto di percorrere l’appennino (anzichè il fondovalle) passando per il Poggio i tre termini, Bocca Trabaria, Bocca Serriola ed Apecchio saltando Sansepolcro e Città di Castello. Le indicazioni che fornisco in queste pagine non sostituiscono il libro, che vi consiglio perché ben fatto e con molte curiosità interessanti, vorrebbero invece integrare al libro le informazioni che possono aiutare i ciclisti vogliosi di fare la nostra stessa esperienza.

Da qui potete scaricare le tracce GPS in differenti formati: .gdb per software mapsource Garmin, .gpx per qualunque software, kml per GoogleEarth. Le tracce comprendono i principali waypont acquisiti nel cammino.
Scarica traccia formato gdb
Scarica traccia formato gpx
Scarica traccia formato kml

Indice delle tappe:
Giorno 1 Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Giorno 2Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Giorno 3Eremo di Montecasale – Apecchio
Giorno 4Apecchio – Gubbio
Giorno 5Gubbio – S. Maria degli Angeli
Giorno di riposoVista ad Assisi
Giorno 6Assisi – Bovara
Giorno 7 Bovara – Romita di Cesi
Giorno 8Romitia di Cesi – Stroncone
Giorno 9Stroncone – Poggiobustone

Dettagli di viaggio:

17/08/2009 – Giorno 1
Itinerario:
Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Itinerario dettagliato:
Raggiolo – Bibbiena – Corsalone – Campi – La Verna – Monte Calvano – Passo delle Pratelle – Pieve S. Stefano – Eremo di Cerbaiolo
km percorsi: 54
Dislivello in salita: 1532 m
Dislivello in discesa: 1132 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: quasi tutto ciclabile, a parte tratti della vecchia strada pavimentata che da Campi porta verso La Verna. La parte non ciclabile può essere evitata percorrendo una tranquilla e mai trafficata strada asfaltata che si incontra più volte percorrendo l’antica strada.
Commenti: tappa molto bella e impegnativa, d’obbligo una visita al Santuario de La Verna (alla Chiesa, alla cappella delle stimmate, al letto di Francesco, al sasso spicco, al balcone dove il diavolo tentò Francesco – per chi avesse tempo si consiglia di percorrere l'”anello Frassati – anello basso” che fa il giro del monte de La Verna in una faggeta meravigliosa, commovente la grotta di fra. David). Stupendo l’eremo di Cerbaiolo. Per chi volesse pernottare a Cerbaiolo è opportuno avvisare Chiara, sono disponibili sia stanze nell’eremo che presso l’Ostello Francescano posto poco più in basso dell’eremo.

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Partenza da Raggiolo

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Andando per strada

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Arrivando al monte santo de La Verna

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Con Fabio e Francesco sul monte Calvano

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L'eremo di Cerbaiolo

18/08/2009 – Giorno 2
Itinerario: Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Itinerario dettagliato: Eremo di Cerbaiolo – passo di Viamaggio – Passolo – Passo dello Spugnolo – Pian delle Capanne – Colle di Gambino – Germagnano – La Montagna – Pischiano – Buschio – Verina – Eremo di Montecasale
km percorsi: 35
Dislivello in salita: 795 m
Dislivello in discesa: 843 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da cerbaiolo anziché seguire i segni Tau si riscende fino sotto l’Ostello Francescano e si riprende la strada sterrata che conduce al passo di Viamaggio dove si ritrovano i segni Tau. Da qui si abbandonano nuovamente e si scende circa 1 km verso Sansepolcro, in corrispondenza di una casa e di un’azienda agricola in località Passolo si chiede di poter accedere alla strada che va verso il passo dello Spugnolo. Questa strada permette di tagliare anche se scendendo altri 2 km verso Sansepolcro sulla sinistra si trova una strada per la quale non sia necessario chiedere il permesso di accesso. La strada sale e poi riscende incontrando una forestale completamente ciclabile che comodamente conduce al passo dello Spugnolo dopo di che al rifugio non gestito di Pian della Capanna. Seguire il sentiero TAU che arriva fino alla fattoria di Germagnano. Da Germagnano non conviene scendere il ripido sentiero che non è ciclabile e che conduce a Montagna, conviene invece continuare sulla strada e risalire dall’asfalto. Da Montagna si segue poi la strada asfaltata che conduce a Pischiano e da qui seguendo i segni Tau si entra in uno splendido sentiero globalmente molto bello e ciclabile anche se in alcuni tatti è necessario spingere. Infine si giunge su una forestale che rapidamente conduce all’eremo di Montecasale.
Commenti: Tappa molto bella e solitaria, un po’ di problemi a trovare acqua. A Montagna è presente un’ottima fonte. Consigliabile la trattoria “Vasco” a Montagna. Possibilità di pernottare dai frati con un’offerta nella foresteria “Padre Damiano da Bozzano” adatta a persone molto in grado di adattarsi.

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Nel bel sentiero dopo la frazione Montagna

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Il chiostro dell'Eremo di Montecasale

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Il sasso spicco di Montecasale

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L'Eremo di Montecasale al tramonto

19/08/2009 – Giorno 3
Itinerario: Eremo di Montecasale – Apecchio
Itinerario dettagliato: Eremo di Montecasale – via del sale – Passo delle Vacche – Poggio i Tre Termini – Val della Noce (SI GEA) – Bocca Trabaria – M. S. Antonio (SI – GEA) – Pian di Lavacchio – il Montaccio – Sbocco di Gambino – Monte le Forche (SI GEA) – Monte Moricce – Catenaccio – Monte Fiorino – Monte Castel Leone – Bocca Serriola – Apecchio
km percorsi: 45
Dislivello in salita: 1049 m
Dislivello in discesa: 1269 m
Ciclabilità: 60%
Descrizione itinerario: dall’eremo di Montecasale si torna indietro lungo la forestale del giorno precedente fino a che sulla destra non si trova il bivio per il Passo delle Vacche, da qui si sale prima per una ripida strada non ciclabile dopo di che si riesce a rimontare in sella. Ad un bivio dopo un cancello si segue a sinistra (da qui si consiglia la variante che passa per Abbadiaccia e che riprende la strada asfaltata che sale verso Bocca Trabaria) prima in piano e poi per un ripido sentiero (via del sale). Da qui risaliremo in sella soltanto in vetta al Poggio i Tre Termini. Dal Poggio i Tre Termini si prosegue in un interminabile saliscendi lungo il crinale appenninico e poi si scende in picchiata a Bocca Trabaria. Da Bocca Trabaria si salgono spingendo 50 metri di dislivello quasi verticali. Da qui in poi il percorso torna ciclabile. Seguendo il sentiero ci si reimmette nella forestale che il 18 km conduce a Bocca Serriola. Da Bicca Serriola ad Apecchio sono soltanto 9 km di discesa per strada asfaltata.
Commenti: Una tappa durissima e praticamente non ciclabile nella prima parte che si fa nella quasi totale assenza di rifornimenti di acqua. Il valico di Bocca Trabaria è un deserto dove potete trovare qualche motociclista. Tappa solitaria ma per questo molto affascinante. Si sconsiglia di trovare delle alternative per la prima parte. Il percorso tra Bocca Trabaria e Bocca Serriola è invece tutto ciclabile è molto bello. Arrivati ad Apecchio si consiglia di dormire all’Hotel Appennino, da Franco, fondamentale non mancare i passatelli. Franco risponde al numero 0722989033.

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Salendo il poggio I tre termini

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Scendendo verso Bocca Trabaria

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Da Franco ad Apecchio

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Da Franco ad Apecchio

20/08/2009 – Giorno 4
Itinerario: Apecchio – Gubbio
Itinerario dettagliato: Apecchio – Castelguelfo – Monte castellaccio – Pietralunga – S. Benedetto Vecchio – Casa Sesse –  Poggio il Prato – Madonna di Montecchi – Loreto – Loreto Basso – Monteleto – C. Piaggiola – Piangrande – Tatro romano – Gubbio
km percorsi: 50
Dislivello in salita: 1060 m
Dislivello in discesa: 1190 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: Da Apecchio si prende la strada asfaltata verso Castelguelfo, questa strada è pacifica e stupenda e conduce attraverso paesaggi stupendi fino a Pietralunga. Una volta a Pietralunga si seguono i segni Tau fino a Gubbio.
Commenti: Una tappa stupenda, completamente ciclabile e di grande soddisfazione. Ottimi gli appartamenti della Locanda del Cantiniere, buona anche il ristorante pur se un po’ meno di ricercatezza ed un po’ più di quantità gioverebbero al pellegrino affamato.

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L'arrivo a Pietralunga

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Scendendo verso la pianura eugubine

21/08/2009 – Giorno 5
Itinerario: Gubbio – S. Maria degli Angeli
Itinerario dettagliato: Gubbio – Sentiero Francescano della Pace – Ponte d’Assi – S. Maria della Rupa – S. Pietro in Vigneto – Biscina – Barcaccia – Valfabbrica – Pieve S. Nicolò – S. Fortunato – S. Maria degli Angeli
km percorsi: 65
Dislivello in salita: 1172 m
Dislivello in discesa: 1357 m
Ciclabilità: 100%

Descrizione itinerario: si esce da Gubbio verso Ponte d’Assi, dove si imbocca il Sentiero Francescano della Pace, che si seguirà fino ad Assisi. Il sentiero è ben indicato dai segni Tau e conduce agevolmente fino all’eremo di San Pietro in Vigneto. Da qui si prosegue in discesa fino al fiume, dopo di che si affronta un ripido sentiero in salita, non ciclabile, che, con qualche sforzo, ci conduce al castello di Biscina. Si prosegue sulla strada asfaltata che scende verso Valfabbrica fino alla località Barcaccia, da cui, seguendo i segni Tau, si arriva a Valfabbrica. A Valfabbrica prendere la strada asfaltata che sale alla Pieve di San Nicolò; strade molto panoramiche ci conducono agevolmente ad Assisi e a Santa Maria degli Angeli.
Commenti: tappa molto bella ed interessante, quasi tutta ciclabile, tranne il ripido sentiero che conduce a Biscina. A Biscina si trova un agriturismo da considerare per una sosta. Si consiglia di pernottare alla foresteria della Perfetta Letizia, da Angela! chi arriva prima delle 19;20 alla Basilica di Santa Maria degli Angeli può ricevere la benedizione del pellegrino impartita dai frati nella Porziuncola.

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Il segno Tau che ci ha guidato lungo il percorso

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La dura vita dell'eremita

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Il lago di Valfabbrica dal castello di Biscina

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La chiesetta di S. Nicolò

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L'arrivo ad Assisi

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La foresteria della perfetta letizia

22/08/2009 – Giorno di riposo
Vista ad Assisi
Da vedere assolutamente: Basilica superiore ed inferiore di S. Francesco – Tomba di S. Francesco – Oratorio dei Pellegrini – Basilica di S. Chiara – Duomo di S. Rufino – Chiesa di S. Stefano – Chiesa di S. Giacomo al Murorupto presso il convento delle suore Angioline – S. Damiano – Santuario della chiesa nuova – Rivotorto – S. Maria degli Angeli – Porziuncola – Eremo delle Carceri.

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La basilica di S. Francesco

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L'interno della basilica di S. Francesco

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La chiesa di S. Lorenzo

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Il coro originale in noce delle Povere dame presso S. Damiano

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La chiesa di S. Damiano

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La mitica macchina di Angela

23/08/2009 – Giorno 6
Itinerario: Assisi – Bovara
Itinerario dettagliato: Assisi porta Cappuccini – Eremo delle Carceri – Abbazia di S. Benedetto – Villa Crepas – S. Vitale – Capodacqua – Spello – Perifereria Foligno – Bevagna – Ciclabile lungo il fiume Teverone – Periferia Trevi – Bovara.
km percorsi: 60,5
Dislivello in salita: 954 m
Dislivello in discesa: 845 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: si esce da Porta Cappuccini, seguendo la strada asfaltata fino allo splendido Eremo delle Carceri. Visitato l’Eremo, si prosegue in salita e si gira al primo bivio sulla destra. La strada prosegue in piano e poi in discesa fino all’abbazia di San Benedetto. Superata l’abbazia, dopo qualche tornante, si prende uno sterrato sulla sinistra che, attraverso la Via degli Ulivi, conduce fino a Spello. Attraversato Spello, rapidamente si giunge alla periferia di Foligno, seguendo la Via Flaminia, poi, per strada asfaltata, si giunge in poco tempo a Bovara.
Commenti: tappa molto bella sulla pianura spoletana. Fondamentale la visita all’Eremo delle Carceri e il panino con la porchetta (o torta al testo con ciasculo!) alla macelleria lungo il corso di Spello. La deviazione a Bevagna comporta un allungamento della tappa, ma consente di giungere alla falde di Trevi seguendo la ciclabile del fiume Teverone.

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L'eremo delle carceri

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Commovente la grotta di Frate Leone

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La macellaia di Spello

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Un po' di riposo comodo

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Trevi a destra e Bovara a sinisitra

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Stasera un po' di riposo in piscina....

24/08/2009 – Giorno 7
Itinerario: Bovara – Romita di Cesi
Itinerario dettagliato: Bovara – Fondaccio – Pigge – Pissignano – Fonti del Clitunno – Settecamini – Molino del Ponte – San Giacomo – Via Flaminia – Spoleto – Collerisana – S. Giovanni di Baiano – Magliano – Rapicciano – Fogliano – Casa Cancelli – Romita di Cesi
km percorsi: 56
Dislivello in salita: 934 m
Dislivello in discesa: 705 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da Bovara si passa in prossimità dell’olivo di S. Emiliano dopo di che si continuano a seguire i segni Tau che portano alla chiesa di S. Pietro in Bovara. Da qui seguendo ancora i segni si arriva a Fonti del Clitunno e poi fino a Spoleto. Da Spoleto si prende la strada asfaltata per Collerisana e si segue fino a che i segni Tau non ci portano su una sterrata. Passati accanto alla all’abitatoa di Fogliano si torna su strada asfaltata, si arriva ad un incrocio e si segue sulla sinista, si risale fino a d un quadrivio dove si prende una sterrata sulla destra. La sterrata, a tratti non ciclabile si seguirà fino ad arrivare a Casa Cancelli. Da Casa Cancelli si tiene la sinista e si fa una discesa. DOpo un cancello si tiene la destra e si fa un lungo tratto in discesa. Infine il sentiero ricomincia a salire e, dopo un grande palo di elettrodotto la pendenza aumenta molto. Si arriva dunque ad uno spiazzo con una strada dove si tiene la destra, passando accanto ad un rudere. Da qui ci si reimmette nella strada che sale alla romita da Acquaspata dove tenendo la sinistra si arriva dopo un paio di chilometri al cancello della romita.
Commenti: Tappa molto bella che si svolge prima attraverso una bella strada pedomontana immersa tra gli olivi dopo di che in ambienti molto sperduti ed isolati. Praticamente tutta ciclabile a parte alcuni piccoli tratti sulla strada che conduce alla Romita. I segni di questa tappa non sono particolarmente abbondanti e dopo Casa Cancelli si ha l’impressione di essere sperduti. La romita sorprende per la sua bellezza così come i suoi abitanti. Nella romita abitano infatti Fra Bernardino, una ragazza ed una famiglia che ha deciso di trasferirsi li. La Romita, oltre ad avere degli splendidi abitanti ed essere stupenda, non ha acqua corrente ne energia elettrica, tutti fattori che vi lasceranno un ricordo indimenticabile. Avvertite del vostro arrivo Fra Bernardino.

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L'olivo di S. Emiliano con i suoi 9 metri di circonferenza

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Sulla via degli olivi andando verso Spoleto

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E' quasi notte. Ma quando arriviamo????????

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La Romita di Cesi

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Le celle della Romita di Cesi

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La cappella dove si fermò Francesco

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Fra Bernardino che annaffia i fiori

25/08/2009 – Giorno 8
Itinerario: Romitia di Cesi – Stroncone
Itinerario dettagliato: Romita di Cesi – Cesi – Campitello – Collescipoli (passando per la periferia di Terni) – Viscigliano – Ville – Sacro Speco di Narni – Ville – Aguzzo – Madonna di Corvagliano – Stroncone
km percorsi: 59
Dislivello in salita: 1148 m
Dislivello in discesa: 1477 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Anche questa tappa non è molto segnata. Uscire dal cancello della Romita si segue sulla destra il sentiero. Il sentiero in generale risulta ciclabile anche se sarà necessrio scendere in qualche punto. Rapidamente si arriva sopra le rovine Carsulae e si prende a sinistra verso Cesi. Da qui poi seguendo stradelle secondarie si arriva alla periferia di Terni dove è molto facile perdersi. Una volta individuata la torre fumaria dell’inceneritore arrivare all’inceneritore dopo di che seguire un brutto stradone che ci porterà in direzione Collescipoli. Da Collescipoli seguire l’asfaltata carina e poco frequentata che porta verso il Sacro Speco di Narni. Dal Sacro Speco si può anche scendere dal sentiero dopo di che si scende verso il fiume come da itinerario di Angela, si attraversa e si risale per una ripida strada. Da quando poi si ritrova la strada asfaltata abbiamo seguito per Madonna di Corvagliano e poi per Stroncone.
Commenti: Tappa bella e di soddisfazione ciclistica. Orrendo ma necessario il passaggio alla periferia di Travi dopo di che le strade asfaltate che si percorrono diventano stradelli che si percorrono con soddisfazione. Ognuno valuti se il bivio per Aguzzo valga la pena, infatti poi si scende sull’asfaltata percorsa inizialmente per tornare a stroncone.

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L'impianto del "Lancio del ruzzolone" verso Cesi

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Il Sacro Speco di Narni

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Il Sacro Speco di Narni

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L'arrivo a Stroncone

26/08/2009 – Giorno 9
Itinerario: Stroncone – Poggiobustone
Itinerario dettagliato: Stroncone – Prati di Stroncone – Convento di Greccio – Greccio – Abbazia di S. Pastore – Contigliano – S. Lorenzo – Colle Rilli – Convento di Fonte Colombo (strada asfaltata) – Case S. Benedetto (dal fosso di Fonte Colombo) – Rieti (Molino della Salce) – Basso Cottano – Quattrostrade – Acqua Martina – Convento della Foresta – Bivio Castelfranco – Madonna della Pace – S. Liberato – Pipino – Borgo S. Pietro – Poggiobustone – Convento di S. Giacomo
km percorsi: 71
Dislivello in salita: 1637 m
Dislivello in discesa: 1222 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Da stroncone si segue con facilità la stupenda strada asfaltata che porta a Prati di Stroncone, arrivati al bar si prosegue silla sinistra e poi sulla desta in direzione Greccio. Si arriva al passo attraverso un ambiente pascolivo molto bello dopo di che si scende verso Greccio da un sentiero lastricato. Durante la discesa di stroverà un bivio dove si abbandona il lastricarto e si segue un piccolo sentiero che ci porterà direttamente sopra il santuario di Greccio. Da qui si seguirà poi il “Sentiero di Francesco” che ci guiderà senza problemi su stradelli alternativi e quasi sempre ciclabili. Noi, da locali, abbiamo fatto alcune variani difficlmente spiegabili.
Commenti: Tappa tra le più belle sel percorso sempre in ambienti ameni e soprattutto ricca di sorprese come sono i 4 conventi della vallesanta reatina. Bella la grotta del presepe a Greccio che ha ospitato il primo presepe della storia voluto da Francesco, bello il Tau a Fonte Colombo disegnato pare da Francesco, bello l’orto all’italiana del santuario della Foresta tenuto dall’associazione MondoX, bello infine il convento di S. Giacomo a Poggibustone.

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Salendo verso i Prati di Stroncone

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Si svalica nella Valle Santa

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La grotta del presepe a Greccio

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Il Santuario di Greccio

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Tau disegnato da Francesco a Fonte Colombo

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Arriviamo a Rieti

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La cappellina vecchia al Santuario della Foresta

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L'orto all'italiana del santuario della Foresta

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Poggiobustone , in alto a destra il convento di S. Giacomo, arrivo del pellegrinaggio

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Gli ultimi metri

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Al convento di S. Giacomo

Dati riepilogativi
km tot percorsi: 487
dislivello tot in salita: 10281
dislivello tot in discesa: 10040

Da non trascurare che nel 1209 Francesco scrive una breve Regola per se stesso e i suoi undici compagni. Nello stesso anno a Roma ricevono l’approvazione del Papa Innocenzo III dopo di che fanno felicemente ritorno alla Porziuncola ed a Rivotorto.
Quest’anno sono dunque 800 anni di francescanesimo per le vie del mondo, come dice l’ofm.

Prima di finire vorrei riportare un parziale della Credenziale del Pellegrino rilasciata dall’ordine dei frati minori (ofm) e che potete richiedere direttamente ad Angela per e-mail o per telefono.

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

La mattina dopo la fine del pellegrinaggio svegliandomi la mattina il caso (per quanto io ami Francesco penso il caso, voi pensate quello che volete) aveva voluto che nel rotolante davanti al letto le ombre delle persiane e la presenza della finestra disegnassero un perfetto Tau.

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Tau mattutino

Ultimo ricordo della vacanza che ancora indossiamo è l’abbronzatura da ciclista.

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Abbronzatura con guanti

Vi lascio infine con questa perla di poesia francescana che è la benedizione di Francesco a frate Leone.

Benedizione a frate Leone

Il Signore
ti benedica e ti custodisca;
mostri a te il suo volto
e abbia misericordia di te.
Rivolga il suo volto verso di te
e ti dia pace.


Firenze – Vallombrosa

13 August 2009

Fine luglio 2009 mitica escursione ciclistica di 2 giorni in MTB con Danielina, partiti da casa a Firenze siamo giunti a Raggiolo (AR) attraverso la foresta di Vallombrosa ed il Pratomagno.

Partiti alle 7.00 da Firenze ci siamo recati in condizioni ditraffico limitate a Pontassieve da dove abbiamo preso la strada per il passo della Consuma. Poco dopo la frazione Palaie si gira a destra in direzione di Vallombrosa, Pelago, Tosi, da qui la strada si fa poco transitata, molto piacevole e panoramica. Si oltrpassa la frazione di Pelago, poi Tosi ed infne si arriva a Pian di Melosa. Poco dopo Pian di Melosa sulla destra sibito dopo un cartello del Corpo Forestale dello Stato parte la vecchia strada pavimentata a pietre che porta fin poco sotto l’eremo attraverso il bosco. Intressate la deviazione alla cappella di S. Giovanni Gulberto, protettore dei forestali. Per il pranzo e la cena si consiglia il Villino Medici (accanto all’abbazia) che nonostante l’atmosfera desueta (come tutto il complesso di Vallombrosa) offre un’0ttima cucina.

Notte eccellente all’Hotel sorriso del Saltino:

Hotel Sorriso
Via. S. G. Gualberto, 8-10
50060 Saltino – Firenze
Tel. 055862093
e-mail: hotelsorriso@lycos.it
http://www.hotelsorrisosaltino.it

Il giorno seguente samo ripartiti di buon’ora in direzione del monte Secchieta prendendo la strada asfaltata del Paradisino (parte proprio accanto all’abbazia di Vallombrosa), una bellissima strada in mezzo al bosco. Arrivati alla Croce Vecchia abbiamo imboccato il sentiero CAI che da stradello diventa poi un sentiero non molto ciclabile (tenere la destra). Dal monte secchieta si prende poi la forestale che arriva fino al ristorante Giocondo in Pratomagno. Da qui si scende all’abitato di Quota e poi verso Poppi. Giunti ad un crocevia dove Poppi è indicata a sinistra si imbocca lo stradello delle 2 vie sulla destra che in pochi minuti ci porta sotto Raggiolo. Una variante interessante è: raggiungere la croce del Pratomagno, seguire il crinale in direzione sud, scendere a Raggiolo attraverso il sentiero 30 del CAI.

Per l’ospitalità a Raggiolo http://www.borgodeicorsi.it/

Partenza

Partenza davanti a casa

Partenza 01

Attraversando il centro la mattina preso in piazza S.ma Annunziata

Salendo verso Paterno

Salendo verso Paterno

Salendo l'antica strada Vallombrosana

Salendo l'antica strada Vallombrosana

La cappella di S. G. Gualberto

La cappella di S. G. Gualberto

Pranzo

La felicità di Danielina di fronte ai tortelli dei Medici

Tra le Douglasie più grandi d'Italia

Tra le Douglasie più grandi d'Italia

Sul crinale del Pratomagno

Sul crinale del Pratomagno

Meritato riposo

Meritato riposo


Culmolle

23 May 2009

Pregevole due giorni svolta con Francesco Neri e Fabio Fabiano in quel di Romagna con le MTB. Gaudioso itinerario che ci ha regalato immensi momenti di gioia, così come l’anogastronomia locale. Partiti dai dintorni del passo della Calla ci si è racati tramite camionabili e forestali fino al molino di Culmolle dove si è pernottato. Il ritorno, avvenuto poi il giorno dopo è avvenuto quasi integralemte sul crinalle passando per gli splendidi prati di Pian del Grado.

Scaricate il report
calla–>culmolle
culmolle–>calla
Scaricate la traccia in formato .gpx
calla–>culmolle
culmolle–>calla

Magico trio alla partenza.

partenza

Fantastico S. Paolo in Alpe.

toro

Discesa sul crinale.

discesa

Ponte verso Ridracoli.

ponte

Spruzzo di sorgente che forse così non lo rivedrò mai più nella vita.

fonte

Molino di Culmolle.

culmolle

Falce e martello.

falcemartello

I tre intrepidi.

combriccola


Monte Pisano

23 May 2009

Grande giro ciclistico con Francesco Neri sul monte Pisano. Itinerario molto bello selezionato da un libro del turing. Molto dislivello anche se la distanza è stata relativamente breve (40,5 km). Il monte serra è stato una fantastica sorpresa per a particolarità dei suoi paesaggi e per le sue strutture ricettive. Quasi tutto il giro si è svolto al fresco in boschi di leccio, castagno, corbezzoli, pini neri, il tutto condito da eriche e ginestre spinose come se piovesse. Abbiamo attraversato ogni ambiente possibile in un patrimonio di casette e paesini veramente incredibile. Stupenda la radura di Santallago.

Partiti dalla Certosa di Calci si segue la strada in direzione Castelmaggiore e poi Pieve tre colli, dove si arriva alla pregevole chiesetta della Madonna delle Grazie (che sovrasta uno splendido ristorante). Da qui si prende una strada in salita che dopo poco diventa sterrata e si entra nel bosco. Si arriva a Campo di Croce dove si tiene la sinistra e si va a prendere la via Tobler che si segue fno a Campo di Croce. Da qui si può fare un’interessante capatina sul monte Faeta. Si continua in direzione Santallago dove si pranza. Si è dunque seguita la strada asfaltata fino alla vetta del monte Serra. Riscendendo dal Serra si imbocca una sterrata in discesa sulla destra per scendere verso Buti e poi al sasso della dolorosa. Da qui verso Montemagno ed in breve di nuovo alla certosa.

Nel percorso si incontra il sacrario del Vega 10, C130 della Aeronautica Militare che il 3 marzo 1978 precipitò sul Monte Serra. Nell’incidente moriono 38 cadetti, allievi dell’Accademia Navale di Livorno del corso “ INVICTI ” e 5 membri di equipaggio del velivolo.

La suggestiva Certosa di Calci da dove parte il giro.

Certosa

Sulla vetta del monte Faeta con splendida vista sui meandri dell’arno.

faeta

Le griglie a Santallago.

santallago1

Il bel pianoro di Santallago.

santallago

Il sacrario del Vega10.

vega10

In discesa dopo il Sasso della Dolorosa.

dolorosa

Lo spelendido paesino di Montemagno.

ggg


Firenze in bici

8 February 2009

Ci siamo giustamente iscritti all’associazione Firenze in bici.

I 15 euro dell’iscrizione, oltre a contribuire ad un movimento che tuteli la difficile vita di noi ciclisti è compressa l’assicurazione RC Bici.

Per chi fosse interessato: http://www.firenzeinbici.net

Home page dell'associazione Firenze in Bici

Home page dell'associazione Firenze in Bici


Cavallo

14 January 2009

Molto gentilmente Carpentari Bici di Torbole (http://www.carpentari.com) mi svelò il segreto per regolare adeguatamente l’altezza del sellino della bicicletta.

Il posizionamento del sellino è molto semplice e deve avvenire come segue:
– appoggiato contro il muro l’individuo per cui si rende necessario regolare la sella si esegue la misura dell’altezza del cavallo
– misurato il cavallo con la dovuta accuratezza si moltiplica per un coefficiente (0,883)
– il risultato della moltiplicazione diventa la distanza da impostare tra il movimento di centro ed il piano della sella.

Segue pregevolissimo schizzo come da Carpentari.

sella


Volterra

8 December 2008
Oggi con Danielina siamo stati a Volterra a fare la nostra girata in bici. Un giro stupendo sotto le balze in mezzo a paesaggi rurali arrotondati da secoli di aratri, con il frumento appena spuntato in righe (almeno quello che credo sia da ignorante agrario). Circa 30 km di felicità in una giornata fantastica.
Partendo dal belvedere delle Balze siamo scesi verso la frazione Montebradoni, poi per San Cipriano e per strade sterrate in paesaggi rurali meravigliosi fino a Casalunghe. Da qui poi abbiamo preso la strada sfaltata che per paesaggi meravigliosi conduce nuovamente a Volterra.
Dani sulle mura etrusche

Dani sulle mura etrusche sovrastanti le Balze.

Paesaggio sottostante Volterra

Paesaggio sottostante Volterra.

Io sopra le Balze

Io sopra le Balze e dietro a me l'oramai abbandonata Badia dei Frati Camaldolesi dedicata ai santi Salvature, Giusto e Clemente. La Badia è stata abbandonata nell'800 per timore che fosse inghittita dalle balze, che nel frattempo si sono mangiate una necropoli etrusca e diversi edifici.

Giu come le bombe

Giu come le bombe.

L'ex convento abbandonato per pericolo di crollo

L'ex Badia abbandonata.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Meravigliosi paesaggi rurali

Meravigliosi paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Voila infine la traccia del percorso su Google Earth

La traccia del percorso su Google Earth


Abruzzo

12 September 2008

Dal 02 al 09 agosto ci siamo gaudiosamente recati nel parco nazionale di Abruzzo. Compagni di viaggio Marco e Claudia. Mezzo di locomozione per lunga distanza, il camper di Marco. Mezzo di locomozione locale la bicicletta da montagna. Alla fine ci hanno raggiunto anche Pietro ed Elisa. La zona del parco nazionale (ma forse tutto l’Abruzzo) è il posto antiglobalizzato per eccellenza, lontano da ogni luogo dove la gente si trovi a passare anche per caso. Il parco racchiude una miniera di sorprese, ed anche i comuni mortali potrebbero avere l’occasione di vedere l’orso e il lupo. Verdissimo e rigoglioso ci ha regalato veri momenti di felicità.

Itinerari percorsi:
03/08/08: da Opi lungo la val Fondillo fin poco sotto il valico Passaggio dell’Orso con la bici
04/08/08: da Opi verso la Macchiarvana dove si segue lo splendido anello di fondo e si arriva fino al santuario del monte Tranquillo, da qui fino a Pescasseroli e ritorno selvaggio lungo il Sangro con la bici
05/08/2008: da Opi fino a Pescasseroli e poi salita fino al rifugio Prato Rosso (naturalmente nessun rifugio del parco è gestito…) con discesa da sentieri alternativi con la bici
07/08/2008:  da Barrea lungo il rio Torto, da qui in traverso fino al lago della Montagna Spaccata, discesa ad Alfedena e rientro a Barrea con la bici
08/08/2008: passeggiata di gruppo fino al lago Vivo

In basso: Il campeggio di Opi – Le Foci, molto carino, più che consigliabile

opi

In basso: mentre mi aggiro felice sulla bellissima forestale dell’anello di fondo della Macchiarvana

macchiarvana

In basso: Danielina si concede un po’ di meritato riposo……………

sonno

In basso: Tramonto sul lago di Barrea

Tramonto

In basso: Al risporante con Marco, Claudia, Daniela e Carmelina

risto

In basso: Splendido bagno nel Riotorto

bagno

In basso: Danielina che guada il Riotorto

Guado

In basso: Bagno al lago della montagna spaccata

spaccata

In basso: La signora che vendeva il formaggio

cacio

In basso: Non ce n’è una uguale

caciotte

In basso: In discesa verso Barrea

discesa

In basso: Il baco giallo

verme

In basso: Occhio alle zecche

zecca

In basso: Sulla via del ritorno per i pascoli dell’Abruzzo

sole

In basso: Il gruppo vacanze con il mitico Pasetta, poeta, scrittore, inventore, un po’ fuori di cervello con un progetto per creare una cascata artificiale sopra Barrea impiegando una centrale nucleare per pompare l’acqua necessaria fino in cima al monte. Chiedetegli il fotomontaggio……. Comunque simpatico e da ascoltare, soprattutto nei consigli per le passeggiate. Lo trovate al camping “La Genziana” di Barrea. Unico neo del campeggio è che alle 23 chiude, sia che siate dentro…… sia che siate fuori.

pasetta

Camping Le Foci
Via Fonte dei Cementi
67030 Opi (Aq)
Telefax +39 0863912233
http://www.lefoci.it/
lefoci@tin.it

Camping “La Genziana”
67030 Barrea (AQ)
Telefax +39 086488101
http://www.campinglagenzianapasetta.it
pasettanet@tiscali.it

Vi lascio con un’immagine scaricata dal sito della spedizione italiana del cinquantennale della gloriosa conquista del K2 alla quale ha partecipato anche Pasetta vestito da Garibaldi…..

Pasetta

tratta da qui