Eroico

9 October 2012

Dopo l’eroica di domenica (07/10/2012) sono definitivamente e inconfutabilmente un eroe assieme ai miei magici compari!
135 km megagalattici! Partenza di notte con le frontali con la protezione civile ai bivi con le lampade a dirci dove andare che non si vedeva una ceppa, dopo 25 minuti finisce la strada asfaltata e ti trovi davanti la salita che porta al castello di Brolio!
Sticazzi! Ancora era presto per bestemmiare, l’ora mistica delle lodi mal sa adatta ad atti blasfemi!
Mi alzo sui pedali e con i ginocchi cigolanti sul mio 24 e dopo 10 minuti ero su! Ora iniziava la discesa!
Una salita piuttosto bruttina era dietro le spalle e l’avevo fatta tutta senza scendere con i miei scarsi allenamenti ciclistici! Questo mi ha molto rincuorato.
L’alba ci coglie mentre come falchi sorvoliamo Siena. Ci congiungiamo alla Franchigena e via lungo strade sterrate megagalattiche fino a Radi dove c’è il primo ristoro. I primi 48 km erano passati senza colpo ferire.
Si riparte! BUM! Quando scoppiano i tubolari fanno dei botti della madonna! Meno male ne avevamo diversi di scorta!
Poi via verso sud, saliscendi, Vescovado di Murlo, Ponte d’Arbia e poi Asciano!
Da Asciano riparte la salita per Monte Sante Marie, se siete bestemmiatori prfessionisti questa salita vi darà delle grandi soddisfazioni. Decisamente il punto peggio, un incubo.
Sceso diverse volte, ma alla fine anche questo era dietro le spalle!
Il resto è un percorso meraviglioso che ci porta a Castelnuovo Berardenga, a risalire a Brolio e infine a Gaiole in Chianti!
La Colnago dell’80 di mio padre è stata perfetta.
Per il prossimo anno devo lavorare un po sull’abbigliamento!

Tempo impiegato con tutte le soste da ciclista scarso quale sono 8 ore e 45 minuti. Partenza alle 6.15Consigli:
– il 24 è da uomini veri! Se qualcuno volesse farla e godersela un po’ di più consiglio qualche dente in più….
– se proprio siete storici andate coi tubolari ma se siete furbi andate con i copertoncini e le camere d’aria
– ci vogliono almeno 2 tubolari a persona (io ho forato un paio di volte), nel percorso comunque alle soste ci sono anche dei meccanici per le riparazioni e la vendita tubolari
– portatevi anche il mastice, oppure mettete i tubolari la sera prima in modo che il mastice sia fresco altrimenti il tubolare ruota sul cerchio quando frenate e si rompe alla valvola
– per sicurezza portatevi anche il fast
– al pit stop di Asciano evitate la ribollita che poi sulla salita per Monte Sante Marie la vomitate
L’accampamento presso il campo da calcio di Gaiole la sera prima.
Le strade sterrate del chianti
La sosta a Radi.
Eroe su strada bianca.
Eroe in maschera su strada bianca!
La Colnago dei babbo!
In scia!
L’ultima salita per tornare a Brolio!
Il gruppo degli eroi al castello di Brolio!

Rafting

12 September 2011

A fine agosto, visto che sul fiume Lao ci eravamo divertiti, siamo andati con Emanuela e Antonello a fare la discesa in rafting del fiume Nera. Devo dire  che per un pirla come me che non ha la più pallida idea di cosa sia il rafting è molto più divertente il Lao, dove almeno ti puoi guardare intorno, fare due chiacchiere e fare il bagno. Sportivamente parlando è sicuramente più impegnativa la discesa del Nera. Ad ogni modo la discesa è stata divertente anche se gli istruttori spesso non si distinguono per la raffinatezza delle loro maniere!

Eccoci qui aerodinamicamente scagliati in una rapida!


Calabria 2011

2 September 2011

Come nasce una vacanza in Calabria? Ci chiama Mariella che dice che il 10 agosto c’è Brunori Sas a Saracena. E allora perché no! Andiamo in Calabria! Con che mezzo? Ma con la moto naturalmente! Verso che ora si parte? Ma, partiamo verso le 11, con il fresco!

Arrivati a Maratea ci piazziamo un campeggio dove gli immancabili animatori iniziano subito a rompere i maroni. Chiamo subito Maicol per mandarlo a fanculo! Schivata a malincuore la partita a ramino ci rechiamo a San Nicola Arcella dove con una breve passeggiata si arriva all’Arcomagno. Meraviglioso il luogo e l’acqua. Parte della tipicità del luogo, l’inciviltà con cui numerosi individui ritenevano di poter entrare all’interno della piccola baia a motore acceso sfiorando i bagnanti, il cantante neomelodico di turno con cui dalle barche parcheggiate all’interno ritenevano di allietarci, l’abbondanza di immondizia abbandonata dai frequentatori.

Dopo un po’ di mare, un po’ di montagna. Via verso il Pollino, sulla nostra strada il fiume Lao, una gola meravigliosa da scendere con il gommone ed il paese di Papasidero. Molto bella la “grotta del romito” dove si trova una splendida incisione rupestre del Bos primigenius.

Sul Pollino arriviamo tardi, ma non desistiamo! A costo di fare notte dobbiamo andare a vedere i pini loricati. Corriamo verso Serra Crispo. Arriviamo su verso le 18.

Il pino loricato (Pinus heldreichii H.Christ) deve il suo nome alla somiglianza delle squame della sua corteccia con la Lorica delle corazze romane. In Italia si trovano soltanto arroccati sul Pollino come relitto dell’ultima glaciazione.

Impressionante la bellezza di questi giganteschi individui.

La sera si festeggia a Morano Calabro con Mariella e Luigi, alla casa della nonna.

E il giorno dopo si fa la discesa delle splendide gole del torrente Raganello.

Poi finalmente arriva il 10 e con lui il concerto di Brunori Sas a Saracena. Mitici, incastonati nella piazza sotto il lampione.

Ci dispiacciamo di non poter restare altri giorni……..

E l’11 mattina salutiamo Morano Calabro.

Tropea! Forse uno dei paesini più carini che abbia visto in Calabria. Accolti con corone di cipolle ci facciamo una bella girata. Meraviglioso il vecchio alimentari della piazza così come le sue gestrici.

Seguiamo la costa e scendiamo, scendiamo in fondo, passiamo Scilla dove salutiamo il mostro ed iniziamo a salire sull’Aspromonte. Qui troviamo Pentedattilo. Abbandonato con decreto di sgombero negli anni 60 oggi in parte rivive grazie ad un’associazione ed all’amore di molte persone. Bellissimo.

In alcuni angoli sembra di trovarsi in un indefinito posto dopo il passaggio della guerra….

Imbarcamento? No di certo!

La roccia sopra Pentedattilo.

E poi via verso i paesini aspromontani! Roghudi vecchio è uno shock! Dichiarato inagibile dopo alcune fortissime alluvioni negli anni 70 troneggia abbandonato sopra la fiumara Amendolea.

Un posto di una violenza incredibile come dice Danielina.

Si risale l’aspromonte fino a Gambarie. A nord di Gambarie si trova il mitico pino sotto il quale fu adagiato il corpo di Gribaldi ferito.

Bellissimi i boschi delle Serre. Commevente la statua di San Bruno che prega penitente dentro la fontana.

Le farfalle sul fiore.

Fatti un whisky!

Infine ci godiamo dal basso i Giganti della Sila.

Insomma 3000 km, dove abbiamo trovato l’amicizia e l’sopitalità di tante persone che ho tascurato di inserire perché tutto sommato che ne so io se gli fa piacere? I calabresi alternano tratti di incredibile generosità nelle zone montane ad una generica scorbuticità nelle zone marine. Ad ogni modo è un posto stupendo, dove un mare bellissimo è ad un’ora di macchina dalle più belle montagne dell’appennino.


Polluce – Castore

11 January 2011

In Agosto col mio amico Simone ci siamo felicemente recati a fare un po’ di attività in Valle d’Aosta. Salendo la bella e selvaggia val d’Ayas siamo arrivati a quello che è il mitico rifugio Mezzalama. Un rifugio piccolo ed intimo. Molto bello.

Da qui abbiamo proseguito verso il rifugio delle Guide d’Ayas, molto carino anche questo ma assai più grande ed incasinato del Mezzalama. Ad ogni modo abbiamo dormito qui perché logisticamente assai più comodo. La mattina presto siamo dunque partiti alla volta del Polluce. Il Polluce è relativamente semplice, dalla sella tra Castore e Polluce si risale sulla sinistra e dopo poco si risale un facile canalino che porta a facili roccette. Si giunge dunque a passaggi di terzo che si superano abbastanza agevolmente con l’ausilio di canaponi presenti in loco.

Si esce dunque ad una madonnina e si percorre la cresta terminale abbastanza stratta ma non affilata.

Simo sulla vetta del Polluce.

I Lyskamm occidentale e orientale visti dalla vettad el Polluce.

Tornando verso il basso abbiamo dunque deciso di effettuare la traversata Polluce-Castore e riscendere al rifugio QUintino Sella. Anche la salita al Castore è abbastanza semplice, in funzione delle condizioni della specifica annata può essere un po’ difficoltoso il raggiungimento della vetta.

Stupendo l’accorgimento tecnico dei valligiani che nelle case, al fine di non far risalire i topi presumo utilizzavano un furbissimo strattagemma. La casa veniva costruita su pilastri e tra la casa ed il pilastro veniva posto un sasso largo che facesse da barriera all’arrampicata del sorce delle nevi.

Infine con la pregevolissima pandina ci siamo recati in dolomiti dove abbiamo fatto una visita a Messner Mountain Museum di Monte Rite. Devo dire che l’ambiente ed il fortino valgono la pena contrariamente al contenuto che è un’accozzaglia di immagini, libri e poche cose interessanti.


Majella

2 July 2010

La Majella deve il suo nome alla dea Maja, figlia di Atlante, che per salvare il figlio Ermes ferito in battaglia si recò nei luoghi che oggi portano il suo nome a cercare delle erbe medicinali che germinano con lo scioglimento della neve. Lo stato di neve che ancora ricopriva il monte le impedì di trovare l’erba miracolosa ed Ermes morì. Maja morì anch’essa di crepacuore ed alcuni ne vogliono vedere il profilo pietrificato nella penna di Pennapiedimonte. Zeus per ricordare il figlio vi fece nascere un albero dai fiori gialli che prese il nome di Majo, il Maggiociondolo (fonte provincia di Chieti).

La Majella è un ambiente sorprentende, estremamente selvaggio e di di mensioni enormi. Il suo aspetto attuale è fortemente piegato da una fortissima pressione antropica del passato che oggi è venuta meno.

Tra le perle della Majella gli eremi di Pietro da Morrone che sono stati un po’ il trait d’union di questa traversata fatta sulle orme dell’interessante libro di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris, “Gli eremi di Celestino V” edito da Terre di mezzo.

17/06/2010 – Treno da Rieti-Sulmona, autobus per Roccaraso, Taxi fino alla stazione di Palena. Da qui a piedi fino a Fara S. Martino
18/06/2010 – A piedi da Fara S. Martino a Pennapiedimonte
19/06/2010 – A piedi da Pennapiedimonte fino alla Majelletta
20/06/2010 – A piedi dalla Majelletta fino a Decontra attraverso gli eremi di S. Spirito e S. Bartolomeo
21/06/2010 – In Jeep fino a Pianagrande, da qui a piedi alla grotta di S. Giovanni e poi nella valle dell’Orfento dalla rava dell’Avellana con ritorno a Deconta
22/06/2010 – In pulmino fino alla Majelletta e traversata a piedi da qui ed il passo S. Leonardo con rientro a Sulmona in macchina.

Partenza da Rieti stazione con la FCU (Ferrovia Centrale Umbra)

I sentieri non erano sempre facili da trovare......

La piazza di Fara S. Martino

Dal nulla esce dalla montagna, con i suoi 3 m^3 s^-1 il fiume Verde. L'acqua del fiume viene usata per pastificare presso gli stabilimenti De Cecco e Del Verde. Alcuni salti del fiume vengono utilizzati per produrre energia idroelettrica.

Lo stabilimento De Cecco

Stabilimento De Cecco ed alle spalle Fara S. Martino

Chiesa rupestre di Sant'Agata d'Ugno alla grotta di Sant'Angelo di Palombaro

Pennapiedimonte

Tutti a vaedere l'Italia da Pierino con u televisore 12 pollici

Le case a Pennapiedimonte sono mezze costruite davanti, e mezze scavate dietro.

Trattoria da pierino, andateci assolutamente

Pierino

Dopo una giornata di pioggia si arriva alla Majelletta con vento forte e 3 °C. Ci troviamo in grande difficoltà. Meno male ci vengono a prendere nell'ultimo chilometro di strada dall'albergo Mamma Rosa

Mammaraosa al mattino, nonostante la nebbia ripartiamo lo stesso.

Eremo di S. Spirito

Ingresso all'eremo di S. Bartolomeo

Corridoio ed Eremo di S. Bartolomeo

Eremo di S. Bartolomeo visto di fronte

Pecore abruzzesi

Grotta di S. Giovanni, il complesso monastico era sotto, anche se non ne restano tracce. L'ingresso all'eremo è sulla sinistra e vi si arriva tramite un corridoia scavato nella roccia

Corridoio di ingresso alla grotta di S. Giovanni

L'ultimo pezzo del corridoio per entrere nell'eremo è spanciato ed obbliga il visitatore a prostrarsi e ad entrare strisciando e trainandosi con le braccia. Il passaggio è abbastana stretto e una spalla in alcuni punti resta nel vuoto. Il passaggio comunque è semplice e con la faccia a terra non si ha la percezione del vuoto.

Le gole del fiume orfento

Croce presso Decontra

All'agriturismo Pietrantica con Marisa e Camillo

Sulla vetta del monte Amaro, la cime principale della Majella

Discesa dalla direttissima o rava della Giumento Bianca

Sulmona

Infine di nuovo a rieti


Monte Romano

28 May 2010

Ad inizio maggio siamo andati a Monte Romano, ridente cittadina del viterbese. Da li poi al lago di Vico che è veramente un posto stupendo. Immancabile la sagra a Monte Romano, dove a farla da padrone era il ballo di gruppo. Niente è più meravigliosamente paesano del ballo di gruppo.


Sperlonga

14 November 2009

Questo autunno, alla faccia mia, quelle bucaiole di Danielina e Mariellina sono andate a Sperlonga. Ospito volentieri sul sito questo loro viaggio.

Dopo essere arrivate in treno nella città con il mercato agricolo più grande dìItalia (Fondi) si sono recate nella ridente cittadella di Sperlonga.

Sperlonga 1

dove hanno goduto del bel mare che la caratterizza

Mare

mescolandosi agilmente con tutte le gnocche che ne popolano le spiagge

Gnocche

Il tutto in un paesaggio di pregevole arroccamento.

Sperlonga

Se vi servisse un Taxi che faccia la corsa Fondi-Sperlonga potete chiamare “Nando” ai seguenti numeri.

Taxi

Potete anche chiamarlo se vi serve una casa, una moto d’acqua in affitto, un motorino, maschera e boscaglio, ombrellone e sdraio o una borsa frigo.


La Verna – Rieti in MTB

16 September 2009

Dal 17/08/2009 al 26/08/2009 con le bici da montagna assieme a Dani abbiamo percorso un cammino meraviglioso nei luoghi del francescanesimo dell’Italia centrale. Un cammino solitario in luoghi di pace e meditazione che ci ha colpito enormemente. Lo abbiamo vissuto da ciclopellegrini, non direi da turisti, cercando ospitalità nelle strutture francescane e vivendolo con ammirazione nei confronti di Francesco e stupore nel trovare ancora chi presidi queste oasi di pace e solitudine. La partenza per ragioni logistiche è avvenuta da Raggiolo, piccolo borgo del Casentino, non lontano da La Verna. Gran parte dell’itinerario si è svolto sulle orme di Angela Seracchioli e della sua pregevole pubblicazione “Di qui passò Francesco” edita da Terredimezzo. Naturalmente essendo noi in bicicletta abbiamo applicato delle varianti oltre ad aver scelto di percorrere l’appennino (anzichè il fondovalle) passando per il Poggio i tre termini, Bocca Trabaria, Bocca Serriola ed Apecchio saltando Sansepolcro e Città di Castello. Le indicazioni che fornisco in queste pagine non sostituiscono il libro, che vi consiglio perché ben fatto e con molte curiosità interessanti, vorrebbero invece integrare al libro le informazioni che possono aiutare i ciclisti vogliosi di fare la nostra stessa esperienza.

Da qui potete scaricare le tracce GPS in differenti formati: .gdb per software mapsource Garmin, .gpx per qualunque software, kml per GoogleEarth. Le tracce comprendono i principali waypont acquisiti nel cammino.
Scarica traccia formato gdb
Scarica traccia formato gpx
Scarica traccia formato kml

Indice delle tappe:
Giorno 1 Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Giorno 2Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Giorno 3Eremo di Montecasale – Apecchio
Giorno 4Apecchio – Gubbio
Giorno 5Gubbio – S. Maria degli Angeli
Giorno di riposoVista ad Assisi
Giorno 6Assisi – Bovara
Giorno 7 Bovara – Romita di Cesi
Giorno 8Romitia di Cesi – Stroncone
Giorno 9Stroncone – Poggiobustone

Dettagli di viaggio:

17/08/2009 – Giorno 1
Itinerario:
Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Itinerario dettagliato:
Raggiolo – Bibbiena – Corsalone – Campi – La Verna – Monte Calvano – Passo delle Pratelle – Pieve S. Stefano – Eremo di Cerbaiolo
km percorsi: 54
Dislivello in salita: 1532 m
Dislivello in discesa: 1132 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: quasi tutto ciclabile, a parte tratti della vecchia strada pavimentata che da Campi porta verso La Verna. La parte non ciclabile può essere evitata percorrendo una tranquilla e mai trafficata strada asfaltata che si incontra più volte percorrendo l’antica strada.
Commenti: tappa molto bella e impegnativa, d’obbligo una visita al Santuario de La Verna (alla Chiesa, alla cappella delle stimmate, al letto di Francesco, al sasso spicco, al balcone dove il diavolo tentò Francesco – per chi avesse tempo si consiglia di percorrere l'”anello Frassati – anello basso” che fa il giro del monte de La Verna in una faggeta meravigliosa, commovente la grotta di fra. David). Stupendo l’eremo di Cerbaiolo. Per chi volesse pernottare a Cerbaiolo è opportuno avvisare Chiara, sono disponibili sia stanze nell’eremo che presso l’Ostello Francescano posto poco più in basso dell’eremo.

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Partenza da Raggiolo

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Andando per strada

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Arrivando al monte santo de La Verna

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Con Fabio e Francesco sul monte Calvano

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L'eremo di Cerbaiolo

18/08/2009 – Giorno 2
Itinerario: Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Itinerario dettagliato: Eremo di Cerbaiolo – passo di Viamaggio – Passolo – Passo dello Spugnolo – Pian delle Capanne – Colle di Gambino – Germagnano – La Montagna – Pischiano – Buschio – Verina – Eremo di Montecasale
km percorsi: 35
Dislivello in salita: 795 m
Dislivello in discesa: 843 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da cerbaiolo anziché seguire i segni Tau si riscende fino sotto l’Ostello Francescano e si riprende la strada sterrata che conduce al passo di Viamaggio dove si ritrovano i segni Tau. Da qui si abbandonano nuovamente e si scende circa 1 km verso Sansepolcro, in corrispondenza di una casa e di un’azienda agricola in località Passolo si chiede di poter accedere alla strada che va verso il passo dello Spugnolo. Questa strada permette di tagliare anche se scendendo altri 2 km verso Sansepolcro sulla sinistra si trova una strada per la quale non sia necessario chiedere il permesso di accesso. La strada sale e poi riscende incontrando una forestale completamente ciclabile che comodamente conduce al passo dello Spugnolo dopo di che al rifugio non gestito di Pian della Capanna. Seguire il sentiero TAU che arriva fino alla fattoria di Germagnano. Da Germagnano non conviene scendere il ripido sentiero che non è ciclabile e che conduce a Montagna, conviene invece continuare sulla strada e risalire dall’asfalto. Da Montagna si segue poi la strada asfaltata che conduce a Pischiano e da qui seguendo i segni Tau si entra in uno splendido sentiero globalmente molto bello e ciclabile anche se in alcuni tatti è necessario spingere. Infine si giunge su una forestale che rapidamente conduce all’eremo di Montecasale.
Commenti: Tappa molto bella e solitaria, un po’ di problemi a trovare acqua. A Montagna è presente un’ottima fonte. Consigliabile la trattoria “Vasco” a Montagna. Possibilità di pernottare dai frati con un’offerta nella foresteria “Padre Damiano da Bozzano” adatta a persone molto in grado di adattarsi.

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Nel bel sentiero dopo la frazione Montagna

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Il chiostro dell'Eremo di Montecasale

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Il sasso spicco di Montecasale

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L'Eremo di Montecasale al tramonto

19/08/2009 – Giorno 3
Itinerario: Eremo di Montecasale – Apecchio
Itinerario dettagliato: Eremo di Montecasale – via del sale – Passo delle Vacche – Poggio i Tre Termini – Val della Noce (SI GEA) – Bocca Trabaria – M. S. Antonio (SI – GEA) – Pian di Lavacchio – il Montaccio – Sbocco di Gambino – Monte le Forche (SI GEA) – Monte Moricce – Catenaccio – Monte Fiorino – Monte Castel Leone – Bocca Serriola – Apecchio
km percorsi: 45
Dislivello in salita: 1049 m
Dislivello in discesa: 1269 m
Ciclabilità: 60%
Descrizione itinerario: dall’eremo di Montecasale si torna indietro lungo la forestale del giorno precedente fino a che sulla destra non si trova il bivio per il Passo delle Vacche, da qui si sale prima per una ripida strada non ciclabile dopo di che si riesce a rimontare in sella. Ad un bivio dopo un cancello si segue a sinistra (da qui si consiglia la variante che passa per Abbadiaccia e che riprende la strada asfaltata che sale verso Bocca Trabaria) prima in piano e poi per un ripido sentiero (via del sale). Da qui risaliremo in sella soltanto in vetta al Poggio i Tre Termini. Dal Poggio i Tre Termini si prosegue in un interminabile saliscendi lungo il crinale appenninico e poi si scende in picchiata a Bocca Trabaria. Da Bocca Trabaria si salgono spingendo 50 metri di dislivello quasi verticali. Da qui in poi il percorso torna ciclabile. Seguendo il sentiero ci si reimmette nella forestale che il 18 km conduce a Bocca Serriola. Da Bicca Serriola ad Apecchio sono soltanto 9 km di discesa per strada asfaltata.
Commenti: Una tappa durissima e praticamente non ciclabile nella prima parte che si fa nella quasi totale assenza di rifornimenti di acqua. Il valico di Bocca Trabaria è un deserto dove potete trovare qualche motociclista. Tappa solitaria ma per questo molto affascinante. Si sconsiglia di trovare delle alternative per la prima parte. Il percorso tra Bocca Trabaria e Bocca Serriola è invece tutto ciclabile è molto bello. Arrivati ad Apecchio si consiglia di dormire all’Hotel Appennino, da Franco, fondamentale non mancare i passatelli. Franco risponde al numero 0722989033.

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Salendo il poggio I tre termini

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Scendendo verso Bocca Trabaria

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Da Franco ad Apecchio

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Da Franco ad Apecchio

20/08/2009 – Giorno 4
Itinerario: Apecchio – Gubbio
Itinerario dettagliato: Apecchio – Castelguelfo – Monte castellaccio – Pietralunga – S. Benedetto Vecchio – Casa Sesse –  Poggio il Prato – Madonna di Montecchi – Loreto – Loreto Basso – Monteleto – C. Piaggiola – Piangrande – Tatro romano – Gubbio
km percorsi: 50
Dislivello in salita: 1060 m
Dislivello in discesa: 1190 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: Da Apecchio si prende la strada asfaltata verso Castelguelfo, questa strada è pacifica e stupenda e conduce attraverso paesaggi stupendi fino a Pietralunga. Una volta a Pietralunga si seguono i segni Tau fino a Gubbio.
Commenti: Una tappa stupenda, completamente ciclabile e di grande soddisfazione. Ottimi gli appartamenti della Locanda del Cantiniere, buona anche il ristorante pur se un po’ meno di ricercatezza ed un po’ più di quantità gioverebbero al pellegrino affamato.

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L'arrivo a Pietralunga

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Scendendo verso la pianura eugubine

21/08/2009 – Giorno 5
Itinerario: Gubbio – S. Maria degli Angeli
Itinerario dettagliato: Gubbio – Sentiero Francescano della Pace – Ponte d’Assi – S. Maria della Rupa – S. Pietro in Vigneto – Biscina – Barcaccia – Valfabbrica – Pieve S. Nicolò – S. Fortunato – S. Maria degli Angeli
km percorsi: 65
Dislivello in salita: 1172 m
Dislivello in discesa: 1357 m
Ciclabilità: 100%

Descrizione itinerario: si esce da Gubbio verso Ponte d’Assi, dove si imbocca il Sentiero Francescano della Pace, che si seguirà fino ad Assisi. Il sentiero è ben indicato dai segni Tau e conduce agevolmente fino all’eremo di San Pietro in Vigneto. Da qui si prosegue in discesa fino al fiume, dopo di che si affronta un ripido sentiero in salita, non ciclabile, che, con qualche sforzo, ci conduce al castello di Biscina. Si prosegue sulla strada asfaltata che scende verso Valfabbrica fino alla località Barcaccia, da cui, seguendo i segni Tau, si arriva a Valfabbrica. A Valfabbrica prendere la strada asfaltata che sale alla Pieve di San Nicolò; strade molto panoramiche ci conducono agevolmente ad Assisi e a Santa Maria degli Angeli.
Commenti: tappa molto bella ed interessante, quasi tutta ciclabile, tranne il ripido sentiero che conduce a Biscina. A Biscina si trova un agriturismo da considerare per una sosta. Si consiglia di pernottare alla foresteria della Perfetta Letizia, da Angela! chi arriva prima delle 19;20 alla Basilica di Santa Maria degli Angeli può ricevere la benedizione del pellegrino impartita dai frati nella Porziuncola.

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Il segno Tau che ci ha guidato lungo il percorso

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La dura vita dell'eremita

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Il lago di Valfabbrica dal castello di Biscina

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La chiesetta di S. Nicolò

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L'arrivo ad Assisi

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La foresteria della perfetta letizia

22/08/2009 – Giorno di riposo
Vista ad Assisi
Da vedere assolutamente: Basilica superiore ed inferiore di S. Francesco – Tomba di S. Francesco – Oratorio dei Pellegrini – Basilica di S. Chiara – Duomo di S. Rufino – Chiesa di S. Stefano – Chiesa di S. Giacomo al Murorupto presso il convento delle suore Angioline – S. Damiano – Santuario della chiesa nuova – Rivotorto – S. Maria degli Angeli – Porziuncola – Eremo delle Carceri.

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La basilica di S. Francesco

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L'interno della basilica di S. Francesco

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La chiesa di S. Lorenzo

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Il coro originale in noce delle Povere dame presso S. Damiano

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La chiesa di S. Damiano

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La mitica macchina di Angela

23/08/2009 – Giorno 6
Itinerario: Assisi – Bovara
Itinerario dettagliato: Assisi porta Cappuccini – Eremo delle Carceri – Abbazia di S. Benedetto – Villa Crepas – S. Vitale – Capodacqua – Spello – Perifereria Foligno – Bevagna – Ciclabile lungo il fiume Teverone – Periferia Trevi – Bovara.
km percorsi: 60,5
Dislivello in salita: 954 m
Dislivello in discesa: 845 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: si esce da Porta Cappuccini, seguendo la strada asfaltata fino allo splendido Eremo delle Carceri. Visitato l’Eremo, si prosegue in salita e si gira al primo bivio sulla destra. La strada prosegue in piano e poi in discesa fino all’abbazia di San Benedetto. Superata l’abbazia, dopo qualche tornante, si prende uno sterrato sulla sinistra che, attraverso la Via degli Ulivi, conduce fino a Spello. Attraversato Spello, rapidamente si giunge alla periferia di Foligno, seguendo la Via Flaminia, poi, per strada asfaltata, si giunge in poco tempo a Bovara.
Commenti: tappa molto bella sulla pianura spoletana. Fondamentale la visita all’Eremo delle Carceri e il panino con la porchetta (o torta al testo con ciasculo!) alla macelleria lungo il corso di Spello. La deviazione a Bevagna comporta un allungamento della tappa, ma consente di giungere alla falde di Trevi seguendo la ciclabile del fiume Teverone.

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L'eremo delle carceri

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Commovente la grotta di Frate Leone

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La macellaia di Spello

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Un po' di riposo comodo

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Trevi a destra e Bovara a sinisitra

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Stasera un po' di riposo in piscina....

24/08/2009 – Giorno 7
Itinerario: Bovara – Romita di Cesi
Itinerario dettagliato: Bovara – Fondaccio – Pigge – Pissignano – Fonti del Clitunno – Settecamini – Molino del Ponte – San Giacomo – Via Flaminia – Spoleto – Collerisana – S. Giovanni di Baiano – Magliano – Rapicciano – Fogliano – Casa Cancelli – Romita di Cesi
km percorsi: 56
Dislivello in salita: 934 m
Dislivello in discesa: 705 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da Bovara si passa in prossimità dell’olivo di S. Emiliano dopo di che si continuano a seguire i segni Tau che portano alla chiesa di S. Pietro in Bovara. Da qui seguendo ancora i segni si arriva a Fonti del Clitunno e poi fino a Spoleto. Da Spoleto si prende la strada asfaltata per Collerisana e si segue fino a che i segni Tau non ci portano su una sterrata. Passati accanto alla all’abitatoa di Fogliano si torna su strada asfaltata, si arriva ad un incrocio e si segue sulla sinista, si risale fino a d un quadrivio dove si prende una sterrata sulla destra. La sterrata, a tratti non ciclabile si seguirà fino ad arrivare a Casa Cancelli. Da Casa Cancelli si tiene la sinista e si fa una discesa. DOpo un cancello si tiene la destra e si fa un lungo tratto in discesa. Infine il sentiero ricomincia a salire e, dopo un grande palo di elettrodotto la pendenza aumenta molto. Si arriva dunque ad uno spiazzo con una strada dove si tiene la destra, passando accanto ad un rudere. Da qui ci si reimmette nella strada che sale alla romita da Acquaspata dove tenendo la sinistra si arriva dopo un paio di chilometri al cancello della romita.
Commenti: Tappa molto bella che si svolge prima attraverso una bella strada pedomontana immersa tra gli olivi dopo di che in ambienti molto sperduti ed isolati. Praticamente tutta ciclabile a parte alcuni piccoli tratti sulla strada che conduce alla Romita. I segni di questa tappa non sono particolarmente abbondanti e dopo Casa Cancelli si ha l’impressione di essere sperduti. La romita sorprende per la sua bellezza così come i suoi abitanti. Nella romita abitano infatti Fra Bernardino, una ragazza ed una famiglia che ha deciso di trasferirsi li. La Romita, oltre ad avere degli splendidi abitanti ed essere stupenda, non ha acqua corrente ne energia elettrica, tutti fattori che vi lasceranno un ricordo indimenticabile. Avvertite del vostro arrivo Fra Bernardino.

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L'olivo di S. Emiliano con i suoi 9 metri di circonferenza

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Sulla via degli olivi andando verso Spoleto

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E' quasi notte. Ma quando arriviamo????????

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La Romita di Cesi

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Le celle della Romita di Cesi

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La cappella dove si fermò Francesco

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Fra Bernardino che annaffia i fiori

25/08/2009 – Giorno 8
Itinerario: Romitia di Cesi – Stroncone
Itinerario dettagliato: Romita di Cesi – Cesi – Campitello – Collescipoli (passando per la periferia di Terni) – Viscigliano – Ville – Sacro Speco di Narni – Ville – Aguzzo – Madonna di Corvagliano – Stroncone
km percorsi: 59
Dislivello in salita: 1148 m
Dislivello in discesa: 1477 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Anche questa tappa non è molto segnata. Uscire dal cancello della Romita si segue sulla destra il sentiero. Il sentiero in generale risulta ciclabile anche se sarà necessrio scendere in qualche punto. Rapidamente si arriva sopra le rovine Carsulae e si prende a sinistra verso Cesi. Da qui poi seguendo stradelle secondarie si arriva alla periferia di Terni dove è molto facile perdersi. Una volta individuata la torre fumaria dell’inceneritore arrivare all’inceneritore dopo di che seguire un brutto stradone che ci porterà in direzione Collescipoli. Da Collescipoli seguire l’asfaltata carina e poco frequentata che porta verso il Sacro Speco di Narni. Dal Sacro Speco si può anche scendere dal sentiero dopo di che si scende verso il fiume come da itinerario di Angela, si attraversa e si risale per una ripida strada. Da quando poi si ritrova la strada asfaltata abbiamo seguito per Madonna di Corvagliano e poi per Stroncone.
Commenti: Tappa bella e di soddisfazione ciclistica. Orrendo ma necessario il passaggio alla periferia di Travi dopo di che le strade asfaltate che si percorrono diventano stradelli che si percorrono con soddisfazione. Ognuno valuti se il bivio per Aguzzo valga la pena, infatti poi si scende sull’asfaltata percorsa inizialmente per tornare a stroncone.

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L'impianto del "Lancio del ruzzolone" verso Cesi

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Il Sacro Speco di Narni

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Il Sacro Speco di Narni

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L'arrivo a Stroncone

26/08/2009 – Giorno 9
Itinerario: Stroncone – Poggiobustone
Itinerario dettagliato: Stroncone – Prati di Stroncone – Convento di Greccio – Greccio – Abbazia di S. Pastore – Contigliano – S. Lorenzo – Colle Rilli – Convento di Fonte Colombo (strada asfaltata) – Case S. Benedetto (dal fosso di Fonte Colombo) – Rieti (Molino della Salce) – Basso Cottano – Quattrostrade – Acqua Martina – Convento della Foresta – Bivio Castelfranco – Madonna della Pace – S. Liberato – Pipino – Borgo S. Pietro – Poggiobustone – Convento di S. Giacomo
km percorsi: 71
Dislivello in salita: 1637 m
Dislivello in discesa: 1222 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Da stroncone si segue con facilità la stupenda strada asfaltata che porta a Prati di Stroncone, arrivati al bar si prosegue silla sinistra e poi sulla desta in direzione Greccio. Si arriva al passo attraverso un ambiente pascolivo molto bello dopo di che si scende verso Greccio da un sentiero lastricato. Durante la discesa di stroverà un bivio dove si abbandona il lastricarto e si segue un piccolo sentiero che ci porterà direttamente sopra il santuario di Greccio. Da qui si seguirà poi il “Sentiero di Francesco” che ci guiderà senza problemi su stradelli alternativi e quasi sempre ciclabili. Noi, da locali, abbiamo fatto alcune variani difficlmente spiegabili.
Commenti: Tappa tra le più belle sel percorso sempre in ambienti ameni e soprattutto ricca di sorprese come sono i 4 conventi della vallesanta reatina. Bella la grotta del presepe a Greccio che ha ospitato il primo presepe della storia voluto da Francesco, bello il Tau a Fonte Colombo disegnato pare da Francesco, bello l’orto all’italiana del santuario della Foresta tenuto dall’associazione MondoX, bello infine il convento di S. Giacomo a Poggibustone.

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Salendo verso i Prati di Stroncone

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Si svalica nella Valle Santa

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La grotta del presepe a Greccio

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Il Santuario di Greccio

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Tau disegnato da Francesco a Fonte Colombo

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Arriviamo a Rieti

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La cappellina vecchia al Santuario della Foresta

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L'orto all'italiana del santuario della Foresta

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Poggiobustone , in alto a destra il convento di S. Giacomo, arrivo del pellegrinaggio

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Gli ultimi metri

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Al convento di S. Giacomo

Dati riepilogativi
km tot percorsi: 487
dislivello tot in salita: 10281
dislivello tot in discesa: 10040

Da non trascurare che nel 1209 Francesco scrive una breve Regola per se stesso e i suoi undici compagni. Nello stesso anno a Roma ricevono l’approvazione del Papa Innocenzo III dopo di che fanno felicemente ritorno alla Porziuncola ed a Rivotorto.
Quest’anno sono dunque 800 anni di francescanesimo per le vie del mondo, come dice l’ofm.

Prima di finire vorrei riportare un parziale della Credenziale del Pellegrino rilasciata dall’ordine dei frati minori (ofm) e che potete richiedere direttamente ad Angela per e-mail o per telefono.

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

La mattina dopo la fine del pellegrinaggio svegliandomi la mattina il caso (per quanto io ami Francesco penso il caso, voi pensate quello che volete) aveva voluto che nel rotolante davanti al letto le ombre delle persiane e la presenza della finestra disegnassero un perfetto Tau.

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Tau mattutino

Ultimo ricordo della vacanza che ancora indossiamo è l’abbronzatura da ciclista.

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Abbronzatura con guanti

Vi lascio infine con questa perla di poesia francescana che è la benedizione di Francesco a frate Leone.

Benedizione a frate Leone

Il Signore
ti benedica e ti custodisca;
mostri a te il suo volto
e abbia misericordia di te.
Rivolga il suo volto verso di te
e ti dia pace.


Firenze – Vallombrosa

13 August 2009

Fine luglio 2009 mitica escursione ciclistica di 2 giorni in MTB con Danielina, partiti da casa a Firenze siamo giunti a Raggiolo (AR) attraverso la foresta di Vallombrosa ed il Pratomagno.

Partiti alle 7.00 da Firenze ci siamo recati in condizioni ditraffico limitate a Pontassieve da dove abbiamo preso la strada per il passo della Consuma. Poco dopo la frazione Palaie si gira a destra in direzione di Vallombrosa, Pelago, Tosi, da qui la strada si fa poco transitata, molto piacevole e panoramica. Si oltrpassa la frazione di Pelago, poi Tosi ed infne si arriva a Pian di Melosa. Poco dopo Pian di Melosa sulla destra sibito dopo un cartello del Corpo Forestale dello Stato parte la vecchia strada pavimentata a pietre che porta fin poco sotto l’eremo attraverso il bosco. Intressate la deviazione alla cappella di S. Giovanni Gulberto, protettore dei forestali. Per il pranzo e la cena si consiglia il Villino Medici (accanto all’abbazia) che nonostante l’atmosfera desueta (come tutto il complesso di Vallombrosa) offre un’0ttima cucina.

Notte eccellente all’Hotel sorriso del Saltino:

Hotel Sorriso
Via. S. G. Gualberto, 8-10
50060 Saltino – Firenze
Tel. 055862093
e-mail: hotelsorriso@lycos.it
http://www.hotelsorrisosaltino.it

Il giorno seguente samo ripartiti di buon’ora in direzione del monte Secchieta prendendo la strada asfaltata del Paradisino (parte proprio accanto all’abbazia di Vallombrosa), una bellissima strada in mezzo al bosco. Arrivati alla Croce Vecchia abbiamo imboccato il sentiero CAI che da stradello diventa poi un sentiero non molto ciclabile (tenere la destra). Dal monte secchieta si prende poi la forestale che arriva fino al ristorante Giocondo in Pratomagno. Da qui si scende all’abitato di Quota e poi verso Poppi. Giunti ad un crocevia dove Poppi è indicata a sinistra si imbocca lo stradello delle 2 vie sulla destra che in pochi minuti ci porta sotto Raggiolo. Una variante interessante è: raggiungere la croce del Pratomagno, seguire il crinale in direzione sud, scendere a Raggiolo attraverso il sentiero 30 del CAI.

Per l’ospitalità a Raggiolo http://www.borgodeicorsi.it/

Partenza

Partenza davanti a casa

Partenza 01

Attraversando il centro la mattina preso in piazza S.ma Annunziata

Salendo verso Paterno

Salendo verso Paterno

Salendo l'antica strada Vallombrosana

Salendo l'antica strada Vallombrosana

La cappella di S. G. Gualberto

La cappella di S. G. Gualberto

Pranzo

La felicità di Danielina di fronte ai tortelli dei Medici

Tra le Douglasie più grandi d'Italia

Tra le Douglasie più grandi d'Italia

Sul crinale del Pratomagno

Sul crinale del Pratomagno

Meritato riposo

Meritato riposo


Pantasima di Spinacceto (RI)

13 August 2009

Un momento cruciale dell’estate 2009 è stato il ballo della Pantasima alla feste di Spinacceto (RI). Spinacceto, di per se paese senza particolare fascino, risplendeva di luce propria in questa magica festa paesana dove centinaia di persone danzavano. Verso la fine della serata immancabile la danza della Pantasima che come magistralmente spiegato da Alessandro Mazziotti rappresenta l’esorcismo del male e la fertilità della terra.

La pantasima è un fantoccio di cartapesta (anche se storicamente era fabbricata con altri materiali più tradizionali) che deve incutere timore e allo stesso tempo divertire. La pantasima irrompe tra la folla danzante e danza tra la folla, in questo caso al ritmo e al suono pregevole prodotti da Luca Sebastiani.

Dopo un po’ la pantasima viene incendiata. Storicamente facev un vero e proprio falo’, come le streghe, la versione moderna prevede invece l’uso di scopparelle e mortaretti che si incendiano progressivamente. La pantasima ha due grandi mammelle da cui escono cascate di scintille. La musica parte ed è sempre la stessa e la Pantasima danza il il saltarello, fa piroette e si inchina.

Fino a che la musica accelera ed alla fine prende fuoco anche il copricapo tra gli spari di coriandoli e la folla in delirio. Se vi capita fatevi una bella serata con la pantasima. Alla fine il danzatore professionista si toglie di dosso la pantasima e corre nel paese accanto dove c’è un’altra serata con la pantasima.

In reatino per dire che una donna è brutta si dice “guarda che pantasima!”.