Eroico

9 October 2012

Dopo l’eroica di domenica (07/10/2012) sono definitivamente e inconfutabilmente un eroe assieme ai miei magici compari!
135 km megagalattici! Partenza di notte con le frontali con la protezione civile ai bivi con le lampade a dirci dove andare che non si vedeva una ceppa, dopo 25 minuti finisce la strada asfaltata e ti trovi davanti la salita che porta al castello di Brolio!
Sticazzi! Ancora era presto per bestemmiare, l’ora mistica delle lodi mal sa adatta ad atti blasfemi!
Mi alzo sui pedali e con i ginocchi cigolanti sul mio 24 e dopo 10 minuti ero su! Ora iniziava la discesa!
Una salita piuttosto bruttina era dietro le spalle e l’avevo fatta tutta senza scendere con i miei scarsi allenamenti ciclistici! Questo mi ha molto rincuorato.
L’alba ci coglie mentre come falchi sorvoliamo Siena. Ci congiungiamo alla Franchigena e via lungo strade sterrate megagalattiche fino a Radi dove c’è il primo ristoro. I primi 48 km erano passati senza colpo ferire.
Si riparte! BUM! Quando scoppiano i tubolari fanno dei botti della madonna! Meno male ne avevamo diversi di scorta!
Poi via verso sud, saliscendi, Vescovado di Murlo, Ponte d’Arbia e poi Asciano!
Da Asciano riparte la salita per Monte Sante Marie, se siete bestemmiatori prfessionisti questa salita vi darà delle grandi soddisfazioni. Decisamente il punto peggio, un incubo.
Sceso diverse volte, ma alla fine anche questo era dietro le spalle!
Il resto è un percorso meraviglioso che ci porta a Castelnuovo Berardenga, a risalire a Brolio e infine a Gaiole in Chianti!
La Colnago dell’80 di mio padre è stata perfetta.
Per il prossimo anno devo lavorare un po sull’abbigliamento!

Tempo impiegato con tutte le soste da ciclista scarso quale sono 8 ore e 45 minuti. Partenza alle 6.15Consigli:
– il 24 è da uomini veri! Se qualcuno volesse farla e godersela un po’ di più consiglio qualche dente in più….
– se proprio siete storici andate coi tubolari ma se siete furbi andate con i copertoncini e le camere d’aria
– ci vogliono almeno 2 tubolari a persona (io ho forato un paio di volte), nel percorso comunque alle soste ci sono anche dei meccanici per le riparazioni e la vendita tubolari
– portatevi anche il mastice, oppure mettete i tubolari la sera prima in modo che il mastice sia fresco altrimenti il tubolare ruota sul cerchio quando frenate e si rompe alla valvola
– per sicurezza portatevi anche il fast
– al pit stop di Asciano evitate la ribollita che poi sulla salita per Monte Sante Marie la vomitate
L’accampamento presso il campo da calcio di Gaiole la sera prima.
Le strade sterrate del chianti
La sosta a Radi.
Eroe su strada bianca.
Eroe in maschera su strada bianca!
La Colnago dei babbo!
In scia!
L’ultima salita per tornare a Brolio!
Il gruppo degli eroi al castello di Brolio!

Polluce – Castore

11 January 2011

In Agosto col mio amico Simone ci siamo felicemente recati a fare un po’ di attività in Valle d’Aosta. Salendo la bella e selvaggia val d’Ayas siamo arrivati a quello che è il mitico rifugio Mezzalama. Un rifugio piccolo ed intimo. Molto bello.

Da qui abbiamo proseguito verso il rifugio delle Guide d’Ayas, molto carino anche questo ma assai più grande ed incasinato del Mezzalama. Ad ogni modo abbiamo dormito qui perché logisticamente assai più comodo. La mattina presto siamo dunque partiti alla volta del Polluce. Il Polluce è relativamente semplice, dalla sella tra Castore e Polluce si risale sulla sinistra e dopo poco si risale un facile canalino che porta a facili roccette. Si giunge dunque a passaggi di terzo che si superano abbastanza agevolmente con l’ausilio di canaponi presenti in loco.

Si esce dunque ad una madonnina e si percorre la cresta terminale abbastanza stratta ma non affilata.

Simo sulla vetta del Polluce.

I Lyskamm occidentale e orientale visti dalla vettad el Polluce.

Tornando verso il basso abbiamo dunque deciso di effettuare la traversata Polluce-Castore e riscendere al rifugio QUintino Sella. Anche la salita al Castore è abbastanza semplice, in funzione delle condizioni della specifica annata può essere un po’ difficoltoso il raggiungimento della vetta.

Stupendo l’accorgimento tecnico dei valligiani che nelle case, al fine di non far risalire i topi presumo utilizzavano un furbissimo strattagemma. La casa veniva costruita su pilastri e tra la casa ed il pilastro veniva posto un sasso largo che facesse da barriera all’arrampicata del sorce delle nevi.

Infine con la pregevolissima pandina ci siamo recati in dolomiti dove abbiamo fatto una visita a Messner Mountain Museum di Monte Rite. Devo dire che l’ambiente ed il fortino valgono la pena contrariamente al contenuto che è un’accozzaglia di immagini, libri e poche cose interessanti.


Marrakech

2 July 2010

Momenti magici a Marrackech dove in 9 ci siamo gaudiosamente trastullati a fare i turisti.

Allo sbarco dall'aereo

Dallo speziale

L'impressionante casino della piazza Djemaa el Fnaa

Imperdibili le concerie

Meravigliosi gli stuchi e intarsi lignei della scuola coranica della Medersa Ben Youssef

Davanti ad una piccola moschea

Meravigliose le tintorie

Da mangiare assolutamente perché buonissime le lumache

Foto di gruppo all'ultimo ristorante, dove finalmente abbiamo trovato anche un po' di birra.

Meravigliosamente impressionante il tornitore manuale ad archetto che lavora con un tornio prodotto in proprio e con un sapere impressionante. Da notare come il sistema, da tornio possa essere convertito in utensile per foratura.


Sperlonga

14 November 2009

Questo autunno, alla faccia mia, quelle bucaiole di Danielina e Mariellina sono andate a Sperlonga. Ospito volentieri sul sito questo loro viaggio.

Dopo essere arrivate in treno nella città con il mercato agricolo più grande dìItalia (Fondi) si sono recate nella ridente cittadella di Sperlonga.

Sperlonga 1

dove hanno goduto del bel mare che la caratterizza

Mare

mescolandosi agilmente con tutte le gnocche che ne popolano le spiagge

Gnocche

Il tutto in un paesaggio di pregevole arroccamento.

Sperlonga

Se vi servisse un Taxi che faccia la corsa Fondi-Sperlonga potete chiamare “Nando” ai seguenti numeri.

Taxi

Potete anche chiamarlo se vi serve una casa, una moto d’acqua in affitto, un motorino, maschera e boscaglio, ombrellone e sdraio o una borsa frigo.


La Verna – Rieti in MTB

16 September 2009

Dal 17/08/2009 al 26/08/2009 con le bici da montagna assieme a Dani abbiamo percorso un cammino meraviglioso nei luoghi del francescanesimo dell’Italia centrale. Un cammino solitario in luoghi di pace e meditazione che ci ha colpito enormemente. Lo abbiamo vissuto da ciclopellegrini, non direi da turisti, cercando ospitalità nelle strutture francescane e vivendolo con ammirazione nei confronti di Francesco e stupore nel trovare ancora chi presidi queste oasi di pace e solitudine. La partenza per ragioni logistiche è avvenuta da Raggiolo, piccolo borgo del Casentino, non lontano da La Verna. Gran parte dell’itinerario si è svolto sulle orme di Angela Seracchioli e della sua pregevole pubblicazione “Di qui passò Francesco” edita da Terredimezzo. Naturalmente essendo noi in bicicletta abbiamo applicato delle varianti oltre ad aver scelto di percorrere l’appennino (anzichè il fondovalle) passando per il Poggio i tre termini, Bocca Trabaria, Bocca Serriola ed Apecchio saltando Sansepolcro e Città di Castello. Le indicazioni che fornisco in queste pagine non sostituiscono il libro, che vi consiglio perché ben fatto e con molte curiosità interessanti, vorrebbero invece integrare al libro le informazioni che possono aiutare i ciclisti vogliosi di fare la nostra stessa esperienza.

Da qui potete scaricare le tracce GPS in differenti formati: .gdb per software mapsource Garmin, .gpx per qualunque software, kml per GoogleEarth. Le tracce comprendono i principali waypont acquisiti nel cammino.
Scarica traccia formato gdb
Scarica traccia formato gpx
Scarica traccia formato kml

Indice delle tappe:
Giorno 1 Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Giorno 2Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Giorno 3Eremo di Montecasale – Apecchio
Giorno 4Apecchio – Gubbio
Giorno 5Gubbio – S. Maria degli Angeli
Giorno di riposoVista ad Assisi
Giorno 6Assisi – Bovara
Giorno 7 Bovara – Romita di Cesi
Giorno 8Romitia di Cesi – Stroncone
Giorno 9Stroncone – Poggiobustone

Dettagli di viaggio:

17/08/2009 – Giorno 1
Itinerario:
Raggiolo – Eremo di Cerbaiolo
Itinerario dettagliato:
Raggiolo – Bibbiena – Corsalone – Campi – La Verna – Monte Calvano – Passo delle Pratelle – Pieve S. Stefano – Eremo di Cerbaiolo
km percorsi: 54
Dislivello in salita: 1532 m
Dislivello in discesa: 1132 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: quasi tutto ciclabile, a parte tratti della vecchia strada pavimentata che da Campi porta verso La Verna. La parte non ciclabile può essere evitata percorrendo una tranquilla e mai trafficata strada asfaltata che si incontra più volte percorrendo l’antica strada.
Commenti: tappa molto bella e impegnativa, d’obbligo una visita al Santuario de La Verna (alla Chiesa, alla cappella delle stimmate, al letto di Francesco, al sasso spicco, al balcone dove il diavolo tentò Francesco – per chi avesse tempo si consiglia di percorrere l'”anello Frassati – anello basso” che fa il giro del monte de La Verna in una faggeta meravigliosa, commovente la grotta di fra. David). Stupendo l’eremo di Cerbaiolo. Per chi volesse pernottare a Cerbaiolo è opportuno avvisare Chiara, sono disponibili sia stanze nell’eremo che presso l’Ostello Francescano posto poco più in basso dell’eremo.

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Partenza da Raggiolo

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Andando per strada

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Arrivando al monte santo de La Verna

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Con Fabio e Francesco sul monte Calvano

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L'eremo di Cerbaiolo

18/08/2009 – Giorno 2
Itinerario: Eremo di Cerbaiolo – Eremo di Montecasale
Itinerario dettagliato: Eremo di Cerbaiolo – passo di Viamaggio – Passolo – Passo dello Spugnolo – Pian delle Capanne – Colle di Gambino – Germagnano – La Montagna – Pischiano – Buschio – Verina – Eremo di Montecasale
km percorsi: 35
Dislivello in salita: 795 m
Dislivello in discesa: 843 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da cerbaiolo anziché seguire i segni Tau si riscende fino sotto l’Ostello Francescano e si riprende la strada sterrata che conduce al passo di Viamaggio dove si ritrovano i segni Tau. Da qui si abbandonano nuovamente e si scende circa 1 km verso Sansepolcro, in corrispondenza di una casa e di un’azienda agricola in località Passolo si chiede di poter accedere alla strada che va verso il passo dello Spugnolo. Questa strada permette di tagliare anche se scendendo altri 2 km verso Sansepolcro sulla sinistra si trova una strada per la quale non sia necessario chiedere il permesso di accesso. La strada sale e poi riscende incontrando una forestale completamente ciclabile che comodamente conduce al passo dello Spugnolo dopo di che al rifugio non gestito di Pian della Capanna. Seguire il sentiero TAU che arriva fino alla fattoria di Germagnano. Da Germagnano non conviene scendere il ripido sentiero che non è ciclabile e che conduce a Montagna, conviene invece continuare sulla strada e risalire dall’asfalto. Da Montagna si segue poi la strada asfaltata che conduce a Pischiano e da qui seguendo i segni Tau si entra in uno splendido sentiero globalmente molto bello e ciclabile anche se in alcuni tatti è necessario spingere. Infine si giunge su una forestale che rapidamente conduce all’eremo di Montecasale.
Commenti: Tappa molto bella e solitaria, un po’ di problemi a trovare acqua. A Montagna è presente un’ottima fonte. Consigliabile la trattoria “Vasco” a Montagna. Possibilità di pernottare dai frati con un’offerta nella foresteria “Padre Damiano da Bozzano” adatta a persone molto in grado di adattarsi.

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Nel bel sentiero dopo la frazione Montagna

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Il chiostro dell'Eremo di Montecasale

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Il sasso spicco di Montecasale

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L'Eremo di Montecasale al tramonto

19/08/2009 – Giorno 3
Itinerario: Eremo di Montecasale – Apecchio
Itinerario dettagliato: Eremo di Montecasale – via del sale – Passo delle Vacche – Poggio i Tre Termini – Val della Noce (SI GEA) – Bocca Trabaria – M. S. Antonio (SI – GEA) – Pian di Lavacchio – il Montaccio – Sbocco di Gambino – Monte le Forche (SI GEA) – Monte Moricce – Catenaccio – Monte Fiorino – Monte Castel Leone – Bocca Serriola – Apecchio
km percorsi: 45
Dislivello in salita: 1049 m
Dislivello in discesa: 1269 m
Ciclabilità: 60%
Descrizione itinerario: dall’eremo di Montecasale si torna indietro lungo la forestale del giorno precedente fino a che sulla destra non si trova il bivio per il Passo delle Vacche, da qui si sale prima per una ripida strada non ciclabile dopo di che si riesce a rimontare in sella. Ad un bivio dopo un cancello si segue a sinistra (da qui si consiglia la variante che passa per Abbadiaccia e che riprende la strada asfaltata che sale verso Bocca Trabaria) prima in piano e poi per un ripido sentiero (via del sale). Da qui risaliremo in sella soltanto in vetta al Poggio i Tre Termini. Dal Poggio i Tre Termini si prosegue in un interminabile saliscendi lungo il crinale appenninico e poi si scende in picchiata a Bocca Trabaria. Da Bocca Trabaria si salgono spingendo 50 metri di dislivello quasi verticali. Da qui in poi il percorso torna ciclabile. Seguendo il sentiero ci si reimmette nella forestale che il 18 km conduce a Bocca Serriola. Da Bicca Serriola ad Apecchio sono soltanto 9 km di discesa per strada asfaltata.
Commenti: Una tappa durissima e praticamente non ciclabile nella prima parte che si fa nella quasi totale assenza di rifornimenti di acqua. Il valico di Bocca Trabaria è un deserto dove potete trovare qualche motociclista. Tappa solitaria ma per questo molto affascinante. Si sconsiglia di trovare delle alternative per la prima parte. Il percorso tra Bocca Trabaria e Bocca Serriola è invece tutto ciclabile è molto bello. Arrivati ad Apecchio si consiglia di dormire all’Hotel Appennino, da Franco, fondamentale non mancare i passatelli. Franco risponde al numero 0722989033.

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Salendo il poggio I tre termini

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Scendendo verso Bocca Trabaria

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Da Franco ad Apecchio

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Da Franco ad Apecchio

20/08/2009 – Giorno 4
Itinerario: Apecchio – Gubbio
Itinerario dettagliato: Apecchio – Castelguelfo – Monte castellaccio – Pietralunga – S. Benedetto Vecchio – Casa Sesse –  Poggio il Prato – Madonna di Montecchi – Loreto – Loreto Basso – Monteleto – C. Piaggiola – Piangrande – Tatro romano – Gubbio
km percorsi: 50
Dislivello in salita: 1060 m
Dislivello in discesa: 1190 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: Da Apecchio si prende la strada asfaltata verso Castelguelfo, questa strada è pacifica e stupenda e conduce attraverso paesaggi stupendi fino a Pietralunga. Una volta a Pietralunga si seguono i segni Tau fino a Gubbio.
Commenti: Una tappa stupenda, completamente ciclabile e di grande soddisfazione. Ottimi gli appartamenti della Locanda del Cantiniere, buona anche il ristorante pur se un po’ meno di ricercatezza ed un po’ più di quantità gioverebbero al pellegrino affamato.

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L'arrivo a Pietralunga

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Scendendo verso la pianura eugubine

21/08/2009 – Giorno 5
Itinerario: Gubbio – S. Maria degli Angeli
Itinerario dettagliato: Gubbio – Sentiero Francescano della Pace – Ponte d’Assi – S. Maria della Rupa – S. Pietro in Vigneto – Biscina – Barcaccia – Valfabbrica – Pieve S. Nicolò – S. Fortunato – S. Maria degli Angeli
km percorsi: 65
Dislivello in salita: 1172 m
Dislivello in discesa: 1357 m
Ciclabilità: 100%

Descrizione itinerario: si esce da Gubbio verso Ponte d’Assi, dove si imbocca il Sentiero Francescano della Pace, che si seguirà fino ad Assisi. Il sentiero è ben indicato dai segni Tau e conduce agevolmente fino all’eremo di San Pietro in Vigneto. Da qui si prosegue in discesa fino al fiume, dopo di che si affronta un ripido sentiero in salita, non ciclabile, che, con qualche sforzo, ci conduce al castello di Biscina. Si prosegue sulla strada asfaltata che scende verso Valfabbrica fino alla località Barcaccia, da cui, seguendo i segni Tau, si arriva a Valfabbrica. A Valfabbrica prendere la strada asfaltata che sale alla Pieve di San Nicolò; strade molto panoramiche ci conducono agevolmente ad Assisi e a Santa Maria degli Angeli.
Commenti: tappa molto bella ed interessante, quasi tutta ciclabile, tranne il ripido sentiero che conduce a Biscina. A Biscina si trova un agriturismo da considerare per una sosta. Si consiglia di pernottare alla foresteria della Perfetta Letizia, da Angela! chi arriva prima delle 19;20 alla Basilica di Santa Maria degli Angeli può ricevere la benedizione del pellegrino impartita dai frati nella Porziuncola.

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Il segno Tau che ci ha guidato lungo il percorso

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La dura vita dell'eremita

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Il lago di Valfabbrica dal castello di Biscina

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La chiesetta di S. Nicolò

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L'arrivo ad Assisi

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La foresteria della perfetta letizia

22/08/2009 – Giorno di riposo
Vista ad Assisi
Da vedere assolutamente: Basilica superiore ed inferiore di S. Francesco – Tomba di S. Francesco – Oratorio dei Pellegrini – Basilica di S. Chiara – Duomo di S. Rufino – Chiesa di S. Stefano – Chiesa di S. Giacomo al Murorupto presso il convento delle suore Angioline – S. Damiano – Santuario della chiesa nuova – Rivotorto – S. Maria degli Angeli – Porziuncola – Eremo delle Carceri.

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La basilica di S. Francesco

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L'interno della basilica di S. Francesco

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La chiesa di S. Lorenzo

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Il coro originale in noce delle Povere dame presso S. Damiano

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La chiesa di S. Damiano

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La mitica macchina di Angela

23/08/2009 – Giorno 6
Itinerario: Assisi – Bovara
Itinerario dettagliato: Assisi porta Cappuccini – Eremo delle Carceri – Abbazia di S. Benedetto – Villa Crepas – S. Vitale – Capodacqua – Spello – Perifereria Foligno – Bevagna – Ciclabile lungo il fiume Teverone – Periferia Trevi – Bovara.
km percorsi: 60,5
Dislivello in salita: 954 m
Dislivello in discesa: 845 m
Ciclabilità: 100%
Descrizione itinerario: si esce da Porta Cappuccini, seguendo la strada asfaltata fino allo splendido Eremo delle Carceri. Visitato l’Eremo, si prosegue in salita e si gira al primo bivio sulla destra. La strada prosegue in piano e poi in discesa fino all’abbazia di San Benedetto. Superata l’abbazia, dopo qualche tornante, si prende uno sterrato sulla sinistra che, attraverso la Via degli Ulivi, conduce fino a Spello. Attraversato Spello, rapidamente si giunge alla periferia di Foligno, seguendo la Via Flaminia, poi, per strada asfaltata, si giunge in poco tempo a Bovara.
Commenti: tappa molto bella sulla pianura spoletana. Fondamentale la visita all’Eremo delle Carceri e il panino con la porchetta (o torta al testo con ciasculo!) alla macelleria lungo il corso di Spello. La deviazione a Bevagna comporta un allungamento della tappa, ma consente di giungere alla falde di Trevi seguendo la ciclabile del fiume Teverone.

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L'eremo delle carceri

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Commovente la grotta di Frate Leone

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La macellaia di Spello

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Un po' di riposo comodo

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Trevi a destra e Bovara a sinisitra

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Stasera un po' di riposo in piscina....

24/08/2009 – Giorno 7
Itinerario: Bovara – Romita di Cesi
Itinerario dettagliato: Bovara – Fondaccio – Pigge – Pissignano – Fonti del Clitunno – Settecamini – Molino del Ponte – San Giacomo – Via Flaminia – Spoleto – Collerisana – S. Giovanni di Baiano – Magliano – Rapicciano – Fogliano – Casa Cancelli – Romita di Cesi
km percorsi: 56
Dislivello in salita: 934 m
Dislivello in discesa: 705 m
Ciclabilità: 90%
Descrizione itinerario: Da Bovara si passa in prossimità dell’olivo di S. Emiliano dopo di che si continuano a seguire i segni Tau che portano alla chiesa di S. Pietro in Bovara. Da qui seguendo ancora i segni si arriva a Fonti del Clitunno e poi fino a Spoleto. Da Spoleto si prende la strada asfaltata per Collerisana e si segue fino a che i segni Tau non ci portano su una sterrata. Passati accanto alla all’abitatoa di Fogliano si torna su strada asfaltata, si arriva ad un incrocio e si segue sulla sinista, si risale fino a d un quadrivio dove si prende una sterrata sulla destra. La sterrata, a tratti non ciclabile si seguirà fino ad arrivare a Casa Cancelli. Da Casa Cancelli si tiene la sinista e si fa una discesa. DOpo un cancello si tiene la destra e si fa un lungo tratto in discesa. Infine il sentiero ricomincia a salire e, dopo un grande palo di elettrodotto la pendenza aumenta molto. Si arriva dunque ad uno spiazzo con una strada dove si tiene la destra, passando accanto ad un rudere. Da qui ci si reimmette nella strada che sale alla romita da Acquaspata dove tenendo la sinistra si arriva dopo un paio di chilometri al cancello della romita.
Commenti: Tappa molto bella che si svolge prima attraverso una bella strada pedomontana immersa tra gli olivi dopo di che in ambienti molto sperduti ed isolati. Praticamente tutta ciclabile a parte alcuni piccoli tratti sulla strada che conduce alla Romita. I segni di questa tappa non sono particolarmente abbondanti e dopo Casa Cancelli si ha l’impressione di essere sperduti. La romita sorprende per la sua bellezza così come i suoi abitanti. Nella romita abitano infatti Fra Bernardino, una ragazza ed una famiglia che ha deciso di trasferirsi li. La Romita, oltre ad avere degli splendidi abitanti ed essere stupenda, non ha acqua corrente ne energia elettrica, tutti fattori che vi lasceranno un ricordo indimenticabile. Avvertite del vostro arrivo Fra Bernardino.

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L'olivo di S. Emiliano con i suoi 9 metri di circonferenza

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Sulla via degli olivi andando verso Spoleto

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E' quasi notte. Ma quando arriviamo????????

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La Romita di Cesi

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Le celle della Romita di Cesi

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La cappella dove si fermò Francesco

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Fra Bernardino che annaffia i fiori

25/08/2009 – Giorno 8
Itinerario: Romitia di Cesi – Stroncone
Itinerario dettagliato: Romita di Cesi – Cesi – Campitello – Collescipoli (passando per la periferia di Terni) – Viscigliano – Ville – Sacro Speco di Narni – Ville – Aguzzo – Madonna di Corvagliano – Stroncone
km percorsi: 59
Dislivello in salita: 1148 m
Dislivello in discesa: 1477 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Anche questa tappa non è molto segnata. Uscire dal cancello della Romita si segue sulla destra il sentiero. Il sentiero in generale risulta ciclabile anche se sarà necessrio scendere in qualche punto. Rapidamente si arriva sopra le rovine Carsulae e si prende a sinistra verso Cesi. Da qui poi seguendo stradelle secondarie si arriva alla periferia di Terni dove è molto facile perdersi. Una volta individuata la torre fumaria dell’inceneritore arrivare all’inceneritore dopo di che seguire un brutto stradone che ci porterà in direzione Collescipoli. Da Collescipoli seguire l’asfaltata carina e poco frequentata che porta verso il Sacro Speco di Narni. Dal Sacro Speco si può anche scendere dal sentiero dopo di che si scende verso il fiume come da itinerario di Angela, si attraversa e si risale per una ripida strada. Da quando poi si ritrova la strada asfaltata abbiamo seguito per Madonna di Corvagliano e poi per Stroncone.
Commenti: Tappa bella e di soddisfazione ciclistica. Orrendo ma necessario il passaggio alla periferia di Travi dopo di che le strade asfaltate che si percorrono diventano stradelli che si percorrono con soddisfazione. Ognuno valuti se il bivio per Aguzzo valga la pena, infatti poi si scende sull’asfaltata percorsa inizialmente per tornare a stroncone.

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L'impianto del "Lancio del ruzzolone" verso Cesi

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Il Sacro Speco di Narni

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Il Sacro Speco di Narni

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L'arrivo a Stroncone

26/08/2009 – Giorno 9
Itinerario: Stroncone – Poggiobustone
Itinerario dettagliato: Stroncone – Prati di Stroncone – Convento di Greccio – Greccio – Abbazia di S. Pastore – Contigliano – S. Lorenzo – Colle Rilli – Convento di Fonte Colombo (strada asfaltata) – Case S. Benedetto (dal fosso di Fonte Colombo) – Rieti (Molino della Salce) – Basso Cottano – Quattrostrade – Acqua Martina – Convento della Foresta – Bivio Castelfranco – Madonna della Pace – S. Liberato – Pipino – Borgo S. Pietro – Poggiobustone – Convento di S. Giacomo
km percorsi: 71
Dislivello in salita: 1637 m
Dislivello in discesa: 1222 m
Ciclabilità: 98%
Descrizione itinerario: Da stroncone si segue con facilità la stupenda strada asfaltata che porta a Prati di Stroncone, arrivati al bar si prosegue silla sinistra e poi sulla desta in direzione Greccio. Si arriva al passo attraverso un ambiente pascolivo molto bello dopo di che si scende verso Greccio da un sentiero lastricato. Durante la discesa di stroverà un bivio dove si abbandona il lastricarto e si segue un piccolo sentiero che ci porterà direttamente sopra il santuario di Greccio. Da qui si seguirà poi il “Sentiero di Francesco” che ci guiderà senza problemi su stradelli alternativi e quasi sempre ciclabili. Noi, da locali, abbiamo fatto alcune variani difficlmente spiegabili.
Commenti: Tappa tra le più belle sel percorso sempre in ambienti ameni e soprattutto ricca di sorprese come sono i 4 conventi della vallesanta reatina. Bella la grotta del presepe a Greccio che ha ospitato il primo presepe della storia voluto da Francesco, bello il Tau a Fonte Colombo disegnato pare da Francesco, bello l’orto all’italiana del santuario della Foresta tenuto dall’associazione MondoX, bello infine il convento di S. Giacomo a Poggibustone.

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Salendo verso i Prati di Stroncone

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Si svalica nella Valle Santa

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La grotta del presepe a Greccio

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Il Santuario di Greccio

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Tau disegnato da Francesco a Fonte Colombo

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Arriviamo a Rieti

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La cappellina vecchia al Santuario della Foresta

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L'orto all'italiana del santuario della Foresta

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Poggiobustone , in alto a destra il convento di S. Giacomo, arrivo del pellegrinaggio

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Gli ultimi metri

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Al convento di S. Giacomo

Dati riepilogativi
km tot percorsi: 487
dislivello tot in salita: 10281
dislivello tot in discesa: 10040

Da non trascurare che nel 1209 Francesco scrive una breve Regola per se stesso e i suoi undici compagni. Nello stesso anno a Roma ricevono l’approvazione del Papa Innocenzo III dopo di che fanno felicemente ritorno alla Porziuncola ed a Rivotorto.
Quest’anno sono dunque 800 anni di francescanesimo per le vie del mondo, come dice l’ofm.

Prima di finire vorrei riportare un parziale della Credenziale del Pellegrino rilasciata dall’ordine dei frati minori (ofm) e che potete richiedere direttamente ad Angela per e-mail o per telefono.

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

Credenziale del pellegrino rilasciata dall'ofm

La mattina dopo la fine del pellegrinaggio svegliandomi la mattina il caso (per quanto io ami Francesco penso il caso, voi pensate quello che volete) aveva voluto che nel rotolante davanti al letto le ombre delle persiane e la presenza della finestra disegnassero un perfetto Tau.

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Tau mattutino

Ultimo ricordo della vacanza che ancora indossiamo è l’abbronzatura da ciclista.

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Abbronzatura con guanti

Vi lascio infine con questa perla di poesia francescana che è la benedizione di Francesco a frate Leone.

Benedizione a frate Leone

Il Signore
ti benedica e ti custodisca;
mostri a te il suo volto
e abbia misericordia di te.
Rivolga il suo volto verso di te
e ti dia pace.


Rieti

14 January 2009

Dopo l’ultimo dell’anno siamo andati a rendere omaggio ai parenti reatini e a cotanti Francescani luoghi. Finalmente Danielina si è decisa a farmi fare un giro per la pianura di Rieti, e devo dire che il luogo riserva numerose e piacevoli sorprese.

L

La fascistissima idrovora presso il lago di Ripasottile

Lago di Ripasottile con annesse paperelle

Lago di Ripasottile con annesse paperelle

A giro per la pianura

A giro per la pianura

Il posto di telefono pubblico dell'abitato di Settecamini. Oggi Settecamini è quasi completamente abbandonato

Il posto di telefono pubblico dell'abitato di Settecamini. Oggi Settecamini è quasi completamente abbandonato e del telefono resta soltanto la cabina in un sottoscala decadente.

Una porta verniciata di fresco. A Settecamini naturalmente.

Una porta verniciata di fresco. A Settecamini naturalmente.

La chiesa di Settecamini.

La chiesa di Settecamini.

Immancabile la fiutina al Terminillo.

Immancabile la fiutina al Terminillo.

Percorse con Antonello le piste da sci in salita con gli sci da alpinismo dopo il colle dell’aeronautica ho proseguio solo lungo la cresta. Vsta la compattezza della neve dalla sella tra Terminilluccio e Terminilletto è stato necessario calzare i ramponi che ho portato fino in vetta visto che oltretutto la cresta non era percorribile con gli sci. Da qui sono sceso in val di Sole, risalito nuovamente fino alla sella sotto il colle dell’aeronautica e per pista sono tornato al Pian dei Valli.

Sulla vetta del Terminillo.

Sulla vetta del Terminillo.


Volterra

8 December 2008
Oggi con Danielina siamo stati a Volterra a fare la nostra girata in bici. Un giro stupendo sotto le balze in mezzo a paesaggi rurali arrotondati da secoli di aratri, con il frumento appena spuntato in righe (almeno quello che credo sia da ignorante agrario). Circa 30 km di felicità in una giornata fantastica.
Partendo dal belvedere delle Balze siamo scesi verso la frazione Montebradoni, poi per San Cipriano e per strade sterrate in paesaggi rurali meravigliosi fino a Casalunghe. Da qui poi abbiamo preso la strada sfaltata che per paesaggi meravigliosi conduce nuovamente a Volterra.
Dani sulle mura etrusche

Dani sulle mura etrusche sovrastanti le Balze.

Paesaggio sottostante Volterra

Paesaggio sottostante Volterra.

Io sopra le Balze

Io sopra le Balze e dietro a me l'oramai abbandonata Badia dei Frati Camaldolesi dedicata ai santi Salvature, Giusto e Clemente. La Badia è stata abbandonata nell'800 per timore che fosse inghittita dalle balze, che nel frattempo si sono mangiate una necropoli etrusca e diversi edifici.

Giu come le bombe

Giu come le bombe.

L'ex convento abbandonato per pericolo di crollo

L'ex Badia abbandonata.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Vista sulla parte occidentale di Volterra e sulle Balze.

Meravigliosi paesaggi rurali

Meravigliosi paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Paesaggi rurali

Voila infine la traccia del percorso su Google Earth

La traccia del percorso su Google Earth


Gargano

22 October 2008

Dal 09 al 12/10/2008 ci siamo felicemente recati in Gargano al convegno organizzato dal Prof. La Marca e, alla sua conclusione, ci siamo tasferiti dalla famiglia Guerra che per ulteriori 2 giorni ha provveduto al nostro sostentamento. Devo dire che il convegno è stato assai interessante, con un pregevolissimo intervento di Danielina sul diradamento delle cerrete e con problematiche che da tecnologo del legno raramente mi pongo, ma che come forestale mi affascinano molto. Belle le ricerche su cerrete e pinete, belle le problematiche sugli incendi e belle le problematiche che riguardano parco e territorio. Alcune impressioni generali sono comunque di seguito elencate:
– gli avvocati devono fare gli avvocati e non gli assessori all’ambiente o i direttori del parco perché, come giustamente ha sottolineato un pregevolissimo intervento, per gestire i parchi ci vogliono competenze e non si può fare il sabato e la domenica
– l’intervento dello spagnolo era anni luce più avanti del livello a cui l’italia si presenta adesso
– il parco del Gargano come quasi tutti i parchi italiani e nonostante sia stato istituito nel 1992 non ha ancora un regolamento, eppure ha un direttore avvocato che prende uno stipendio anziché essere rimandato nel suo studio a calci nel culo
– visto inoltre il nuovo atteggiamento del governo verso il protocollo di Kyoto e l’interesse dell’attuale maggioranza verso e problematiche ambientali direi che siamo proprio in un bel paese di merda.

A prescinedere da queste riflessioni comunque il convegno è stato estremamente interessante e Danielina nel suo intervento è stata bravissima.

Sotto: l’agriturismo S. Maria presso Bosco Quarto, finalmente un vero agriturismo con le mucche anziché un agriturismo con idromassaggio nel prato verde con la vacca finta.

Agriturismo

Sotto: allvamento dei mailetti.

Maialini

Sotto: il convegno si è svolto in bosco per vedere da vicino le differenti aree di saggio.

Convegno

Sotto: l’intervento di Danielina con il sistema di presentazione a stendipanni

Danielina

Sotto: ciò che resta delle pinete di peschici.

Incendio

Sotto: in imprenditore forestale, così come alcuni pastori si sono alzati ed hanno fatto il loro intervento. Complimenti.

Convegno

Sotto:

 

Sotto: Santuario di S. Michele a Monte S. Angelo.

Santuario

Sotto: La famiglia Guerra e il magico Michelangelo che ci hanno ospitato.

Guerra

Sotto: S. Giovanni Rotondo, la coda per ammirare il cadavere santamente imputrescibile di Padre Pio

Pio

Sotto: Le splendide vedute di S. Giovanni Rotondo.

Pio 1

Sotto: Interessante, ma a me Renzo Piano non piace

Pio 2


Quel che resta della Marmolada

7 October 2008

Ad inizio settembre con il corso SA3 abbiamo fatto esercitazioni di tecniche di ramponaggio su ciò che resta del ghiacciaio della Marmolada. Una bellissima giornata dove abbiamo imparato molte cose. Sconcertante il ghiacciaio che durante il periodo estivo nei primi anni del 900 arrivava quasi a lambire il lago Fedaia.

Mentre ci esercitiamo nelle tecniche di ramponaggio

Dentro al crepaccio.

Calandosi nel crepaccio

Il crepaccio da dentro

Da dentro

Quel che resta del ghiacciaio della Marmolada

CIò che resta

Le tracce recenti del ritiro del ghiacciaio.

Tracce

Pernottato presso:

Hotel Fedaia
Via costa, 149
Alba di Canazei (TN)
Tel: 0462601327
Fax: 0462602558
Cell: 03356389101


Croazia

5 October 2008

Dal 9 al 21 agosto ci siamo felicemente recati in Croazia con il nostro prestigioso Transalp 650 in compagnia di Bertizzi e Lascia. Il viaggio ci ha portato da prima verso il Friuli, patria originaria di Bertuzzi, per aprirci poi la strada alla Croazia dopo un obbligato rapido passaggio in Slovenia. Abbiamo dunque percorso circa mezzaItalia, seguita da mezza Croazia per arrivare fino a Spalato dove ci siamo imbarcati verso Ancona. Ad Ancona poi le nostre strade si sono divise e noi abbiamo proseguito attraveso S. Benedetto del Tronto, Rieti, Assisi, Chiusi della Verna, Raggiolo e FIrenze. La Coroazia ci ha stupito. Una terra stupenda che nasconde bellissimi tesori naturali (il più bello per me sono state le gole della Paklenica) e culturali (senza eguali Spalato sviluppatasi in tempi medievali nelle rovine del palazzo di Diocleziano). Se verso il nord l’affollamento di umanità è ragionevele, andando verso il centro il marasma aumenta esponenzialmente per toccare il suo apice a Trogir. Di interesse notevole anche l’interno con bellissimi parchi e tracce più chetangibili della recente guerra. Indimenticabili i villaggi abbandonati.

Ritrovo con Bertuzzi e il Lascia alle 17.30 del’11/08/08 presso la tomba di Pasolini al cimitero di Casarsa della Delizia.

Pasolini

Segue aperitivo con crostino al Bachero, meravigliosa osteria di Splimbergo. Obbligatorio fermarsi almeno una volta nella vita e mangiare il baccalà.

Bachero

La sera famiglia Bertuzzi oltre a donarci ospitalità, ha pregevolmente soddisfatto le nostre necessità alimentari con una grigliata disumana. La mattina del 12, dopo una colazione a prosciutto-salamato e un immancabile autorscatto con famiglia siamo partiti alla volta della frontiera.

Famiglia Bertuzzi

Immancabile il passaggio al sacrario della prima guerra mondiale di Redipuglia. Il sacrario contiene 40000 uomini riconosciuti e 60000 militi ignoti che in tutto fa 100000 scatole di ossa ricomposte alla meglio. Impressionante.

Redipuglia

Passata Fiume senza troppi apprezzamenti finalmente poco a nord di Senj abbiamo affogato la tristezza in un fantastico bagno. Meno male non abbiamo seguito Bertuzzi che ci voleva portare in una tinozza dello stabilimento petrolchimico.

Mare

Dopo il mare naturalmente non abbiamo mancato di confrontarci con gli altri elementi del cosmo. In particolare quello che ci ha dato maggiore soddisfazione è la birra.

Ozujsko

E la notte ululavamo alla luna.

Mareluna

Fantastici i laghi di Plitvice. Uno dei posti con più densità di popolazione che io abbia mai visto. Una fila di chilometri per quelle passerelle. Però si sopporta ed il posto vale decisamentela pena.

Plitvice

Manca solo il Lascia, ma qulcuono deve pur fare la foto.

Plitvice 1

La notte a Starigrad ci sorprende la tempesta.

Fulmini

Ed il giorno dopo, prima della visita al parco di Paklenica affoghiamo la notte insonne nello shopping.

Portafoglli

Incontriamo l’araba fenice.

Scacciapensieri

Mentre intanto sulla spiaggia i paguri colonizzano i nostri motocicli.

Paguro

Le porte del parco di Paklenica sono delle impressionanti muraglie calcaree scavate dalle acque del fiume Paklenica. Una volta entrati nel parco siamo nella ben più vasta catena del Velebit che attraversa gran parte della croazia settentrionale. Abbiamo fatto una camminata stupenda tra grotte, formazioni calcaree impressionanti e villaggi di pastori abbandonatia in tempi relativamente recenti. Un posto con cui vale sicuramente la pena fare degli approfondimenti.

Velebit

Le gole scavate dal fiume Paklenica, uno spettacolo della natura. Centinaia di persone scalano queste meravigliose pareti.

Paklenika

Dopo due giorni a Paklenica si riprende la marcia verso sud.

Paklenika

Danielina, un po’ vorace, si mangia una vespa che la punge in bocca. Questo il pungiglione autoestratto da Danielina.

Pungiglione

Poi siamo andati a Krka, un’idea originale che abbiamo avuto solo noi!!!!!!!!!!

Krka

Anche qui il bagno vale la pena, le acque del Krka sono alla temperatura ottimale per il bagno ed è talmente piacevole che per 5 minuti si riesce addirittura a non pensare alla gente. Nella foto che segue ci siamo anche noi!!!!!!!!

Krka 2

L’ente parco di Krka, anziché non fare una mazza, anzi, anziché perseguitare chi risiede nel territorio del parco come avverrebbe in Italia, ha pensato bene di riprisitnare il funzionamento delle macine del mulino con tanto di produzione di polenta artigianale. Ha inoltre ripristinato il funzionamento di un martello per feltrare e di una vasca lavatoio molto interessanti. Meditate gente meditate.

Krka 3

La bottega di Mate e Hanka a Skradin è un luogo imperdibile. Oggi resta soltanto Hanka, e sarà bene che facciate alla svelta…..

Mate

Un’osteria post bellica verso Knin.

Osteria

CI siamo imbattuti ad una festa locale.

Festa

Mare veso Primosten.

Primosten

Il bel pase di Primosten.

Primosten 1

Poi abbiamo finito l’energia delgi accumulatori della macchina fotografica…………………..