Monte Terminillo Sky Race

8 January 2017

Vogliamo ringraziare l’Associazione Sportiva Monte Terminillo Skyrace per aver donato parte dell’incasso della Monte Terminillo Sky Race 2016 all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma in ricordo di Sabina.

Grazie di cuore.


Bellino

23 January 2012

Chi non è mai stato in val Bellino! Di certo non uno che pratica lo scialpinismo! Rocca La Marchisa, Mongioia, Testa di Malacosta sono sicuramente nomi noti per i praticanti, così come il rifugio Melezé ed il suo simpatico gestore Bruno. Questa volta, con uno dei grandi vecchi, il mitico Carlo Petrongolo e l’insaziabile Alessando Danieli ci siamo fatti due belle uscite.

Sabato 21/01/2012 si parte dal rifugio Melezé e dopo aver percorso 500 metri di dislivello con gli sci sulle spalle finalmente si calzano ai piedi. Si sale fino ad un piano con delle malghe poi si traversa alti lasciandoci sotto un meraviglioso canale che non vediamo l’ora di fare in discesa. A pranzo siamo sulla vetta della Testa di Malacosta (3212 m slm).

Domenica 22/01/2012 si parte da Chianale e si risale fino al Colle dell’Agnello, da qui al Colle dell’Agnello vecchio e tramite il canalino nord e la cresta nord-ovest con ramponi e piccozza si raggiunge la vetta del Pan di Zucchero (3208 m slm).

Il magico Petrngolo in salita tra i meravigliosi ex-abitati della valle di Bellino

Alessandro e Carlo

“Sine nube place” – “Se non è nuvolo, va bene”

Una statua lignea di Francesco d’Assisi

Una trave che spunta dalla muratura

Il Pan di Zucchero dal Colle dell’Agnello, quella contro il celo è la cresta NO

Alessandro e Carlo quasi in vetta

Autofoto in vetta

La vetta con dietro il Monviso


Monorotaia

10 October 2011

Meravigliosa uscita con Philippe ed Isabelle in apuane. Abbiamo percorso la “Lizza della Monorotaia”. Un’incredibile opera per la lizzatura meccanizzata del marmo che veniva “calato” a valle tramite una slitta in ferro guidata da un binario. Incredibile lo scenario e le pendenze. Meravigliosa la scritta sul binario “Acciaierie Sesto San Giovanni” 1921. La lizza si imbocca da una strada sulla destra subito dopo l’abitato di Gronda (un paesino sulla strada per Resceto). Da qui seguendo i segni rossi è impossibile sbagliare. Pur se in cemento quest via si presenta come una delle più belle delle alpi Apuane. Nella foto che segue la via di lizza è visibile al centro.

La slitta che serviva per calare il marmo.

La parte bassa della lizza è un po’ dissestata. Si noti il binario.

Philippe e Isabelle godono del bel sole.

Incredibile la vista verso la Tambura e monte Cavallo. Nella foto è visibile la casa e la traccia della lizza delle cave Cruze. Un’opera incredibile completamente in pietra.

La Focola del Vento con la casa dei cavatori, nella parte retrostante si intravedono dei terrazzamenti.

D qui si raggiunge facilmente anche cava Bagnoli, con il suo carico pronto alla discesa, come se un’esplosione nucleare avesse decretato la fine di un mondo e l’inizio di un’altro.


Polluce – Castore

11 January 2011

In Agosto col mio amico Simone ci siamo felicemente recati a fare un po’ di attività in Valle d’Aosta. Salendo la bella e selvaggia val d’Ayas siamo arrivati a quello che è il mitico rifugio Mezzalama. Un rifugio piccolo ed intimo. Molto bello.

Da qui abbiamo proseguito verso il rifugio delle Guide d’Ayas, molto carino anche questo ma assai più grande ed incasinato del Mezzalama. Ad ogni modo abbiamo dormito qui perché logisticamente assai più comodo. La mattina presto siamo dunque partiti alla volta del Polluce. Il Polluce è relativamente semplice, dalla sella tra Castore e Polluce si risale sulla sinistra e dopo poco si risale un facile canalino che porta a facili roccette. Si giunge dunque a passaggi di terzo che si superano abbastanza agevolmente con l’ausilio di canaponi presenti in loco.

Si esce dunque ad una madonnina e si percorre la cresta terminale abbastanza stratta ma non affilata.

Simo sulla vetta del Polluce.

I Lyskamm occidentale e orientale visti dalla vettad el Polluce.

Tornando verso il basso abbiamo dunque deciso di effettuare la traversata Polluce-Castore e riscendere al rifugio QUintino Sella. Anche la salita al Castore è abbastanza semplice, in funzione delle condizioni della specifica annata può essere un po’ difficoltoso il raggiungimento della vetta.

Stupendo l’accorgimento tecnico dei valligiani che nelle case, al fine di non far risalire i topi presumo utilizzavano un furbissimo strattagemma. La casa veniva costruita su pilastri e tra la casa ed il pilastro veniva posto un sasso largo che facesse da barriera all’arrampicata del sorce delle nevi.

Infine con la pregevolissima pandina ci siamo recati in dolomiti dove abbiamo fatto una visita a Messner Mountain Museum di Monte Rite. Devo dire che l’ambiente ed il fortino valgono la pena contrariamente al contenuto che è un’accozzaglia di immagini, libri e poche cose interessanti.


Majella

2 July 2010

La Majella deve il suo nome alla dea Maja, figlia di Atlante, che per salvare il figlio Ermes ferito in battaglia si recò nei luoghi che oggi portano il suo nome a cercare delle erbe medicinali che germinano con lo scioglimento della neve. Lo stato di neve che ancora ricopriva il monte le impedì di trovare l’erba miracolosa ed Ermes morì. Maja morì anch’essa di crepacuore ed alcuni ne vogliono vedere il profilo pietrificato nella penna di Pennapiedimonte. Zeus per ricordare il figlio vi fece nascere un albero dai fiori gialli che prese il nome di Majo, il Maggiociondolo (fonte provincia di Chieti).

La Majella è un ambiente sorprentende, estremamente selvaggio e di di mensioni enormi. Il suo aspetto attuale è fortemente piegato da una fortissima pressione antropica del passato che oggi è venuta meno.

Tra le perle della Majella gli eremi di Pietro da Morrone che sono stati un po’ il trait d’union di questa traversata fatta sulle orme dell’interessante libro di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris, “Gli eremi di Celestino V” edito da Terre di mezzo.

17/06/2010 – Treno da Rieti-Sulmona, autobus per Roccaraso, Taxi fino alla stazione di Palena. Da qui a piedi fino a Fara S. Martino
18/06/2010 – A piedi da Fara S. Martino a Pennapiedimonte
19/06/2010 – A piedi da Pennapiedimonte fino alla Majelletta
20/06/2010 – A piedi dalla Majelletta fino a Decontra attraverso gli eremi di S. Spirito e S. Bartolomeo
21/06/2010 – In Jeep fino a Pianagrande, da qui a piedi alla grotta di S. Giovanni e poi nella valle dell’Orfento dalla rava dell’Avellana con ritorno a Deconta
22/06/2010 – In pulmino fino alla Majelletta e traversata a piedi da qui ed il passo S. Leonardo con rientro a Sulmona in macchina.

Partenza da Rieti stazione con la FCU (Ferrovia Centrale Umbra)

I sentieri non erano sempre facili da trovare......

La piazza di Fara S. Martino

Dal nulla esce dalla montagna, con i suoi 3 m^3 s^-1 il fiume Verde. L'acqua del fiume viene usata per pastificare presso gli stabilimenti De Cecco e Del Verde. Alcuni salti del fiume vengono utilizzati per produrre energia idroelettrica.

Lo stabilimento De Cecco

Stabilimento De Cecco ed alle spalle Fara S. Martino

Chiesa rupestre di Sant'Agata d'Ugno alla grotta di Sant'Angelo di Palombaro

Pennapiedimonte

Tutti a vaedere l'Italia da Pierino con u televisore 12 pollici

Le case a Pennapiedimonte sono mezze costruite davanti, e mezze scavate dietro.

Trattoria da pierino, andateci assolutamente

Pierino

Dopo una giornata di pioggia si arriva alla Majelletta con vento forte e 3 °C. Ci troviamo in grande difficoltà. Meno male ci vengono a prendere nell'ultimo chilometro di strada dall'albergo Mamma Rosa

Mammaraosa al mattino, nonostante la nebbia ripartiamo lo stesso.

Eremo di S. Spirito

Ingresso all'eremo di S. Bartolomeo

Corridoio ed Eremo di S. Bartolomeo

Eremo di S. Bartolomeo visto di fronte

Pecore abruzzesi

Grotta di S. Giovanni, il complesso monastico era sotto, anche se non ne restano tracce. L'ingresso all'eremo è sulla sinistra e vi si arriva tramite un corridoia scavato nella roccia

Corridoio di ingresso alla grotta di S. Giovanni

L'ultimo pezzo del corridoio per entrere nell'eremo è spanciato ed obbliga il visitatore a prostrarsi e ad entrare strisciando e trainandosi con le braccia. Il passaggio è abbastana stretto e una spalla in alcuni punti resta nel vuoto. Il passaggio comunque è semplice e con la faccia a terra non si ha la percezione del vuoto.

Le gole del fiume orfento

Croce presso Decontra

All'agriturismo Pietrantica con Marisa e Camillo

Sulla vetta del monte Amaro, la cime principale della Majella

Discesa dalla direttissima o rava della Giumento Bianca

Sulmona

Infine di nuovo a rieti


Dôme de neige des Écrins

29 June 2010

Il 12 e 13 giugno ci siamo felicemente recati assieme ad alcuni amici della Focolaccia (Daniele Arosio, Beppe Puddu, Adolfo Corsi) sul “Dôme de neige des Écrins”. Bella scialpinistica anche se un po’ tardiva. La salita è stupenda in ambienti remoti e selvaggi. Si parte da “Prés de madame Carle” per arrivare al rifugio “Glacier blanc” (alcuni preferiscono il rifugio “des Ecrins” situato ad un’ora di distanza dal precedente che permette di fare meno dislivello il giorno successivo) e da qui si affronta il lungo campo glaciale per giungere alla base della “Barre des Écrins”. Da qui si sale in campo aperto al centro della parete della “Barre” per intraprendere infine un lungo traverso che porta sul “Dôme de neige des Écrins”. Escursione BSA abbastanza lunga in un ambiente glaciale meraviglioso.

Partenza dal parcheggio a "Prés de madame Carle"

Al rifugio "Glacier Blanc"

Lo splendido campo glaciale del "Glacier Blanc" alle prime luci dell'alba

La "Barre de des Écrins" si manifesta in tutta la sua bellezza. Sulla destra il "Dôme de neige des Écrins"

In traversata sotto la "Barre"

Sulla vetta del "Dôme de neige des Écrins" con la "Barre des Écrins" sullo sfondo

Il campo glaciale del "Glacier blanc" visto dalla vetta del "Dôme de neige des Écrins"

In discesa tra i seracchi


Plateau

11 May 2010

Pregevolissima uscita di 2 giorni con il corso di scialpinismo internmedio del CAI SA2. Purtroppo avevo dimenticato la macchina fotografica a casa quindi ho attinto alle foto di Elia e Matteo.

07/05/2010
Si parte alle 5 da Pisa, alle 10.15 siamo pronti sci ai piedi alparcheggio della funivia di Cervinia.
Si risale la Ventina e si arriva al rifugio “guide del Cervino” dove passeremo 2 notti.
Il tempo è brutto ma non ci preoccupa, tanto seguiamo la pista.

08/05/2010
Oggi il tempo è bello. Partenza alle 7 dal rifugio. Si procede lungo le piste fino al passo Breithorn. Le condizioni di neve abbondante ci suggeriscono di salire sulla spalla che porta alla sella tra il Breithorn Occ. e quello Centrale. Da qui in condizioni meravigliose di neve saliamo sci ai piedi in centrale ed una volta ridiscesi alla sella calziamo i ramponi per fare anche l’occidentale. Fantastica discesa dalla vetta fino alle pendici della Gobba di Rollin dove facciamo esercitazione di recupero da crepaccio.

Breithorn occidentale, centrale, orientale e Roccia Nera (Foto Elia Monica).

Traversando verso il passo Beithorn (Foto Elia Monica).

Parte consistente del gruppo del monte rosa, da sinistra : P.ta Nordend, Pta. Dufour, P.ta Zumstein, P.ta Gnifetti, Liskamm Occ. Liskamm Or., (Piramide Vincent??), Polluce, Castore (Foto Elia Monica).

Cornici verso la vetta del Breithorn centrale (Foto Matteo Balocchi).

Verso il breithorn centrale con dietro il Cervino (Foto Matteo Balocchi).

Quasi in vetta al Breithorn occidentale (Foto Matteo Balocchi).

Esercitazione di recupero da crepaccio (Foto Elia Monica).

09/05/2010
Il tempo è clemente, anche oggi ci aspetta una bella giornata. Scendiamo dalle piste verso Zermatt, arrivati a quota 3100 si inizia un lingo traverso che ci porta sotto la cresta est del Cervino. Uno spettacolo meraviglioso. Da qui per 250 metri si risale su neve facile e meravigliosa (soprattutto per chi non fa la traccia…) un ripido canale che conduce al Passo Furggen. Da qui si traversa in cresta verso il Cervino e si scende uno splendido canale per tornare poi verso Cervinia.

Cervino

Il cervino visto da Est, la sua parete Est e la cresta di Furggen (Foto Elia Monica).

Traversata

Traversando verso la base del Cervino (Foto Elia Monica).

Il canale da risalire (Foto Matteo Balocchi).

Canale

Risalita del canale verso il Passo Furggen (Foto Elia Monica).

Canale 1

Risalita del canale verso il Passo Furggen (Foto Elia Monica).

Canale 2

Risalita del canale verso il Passo Furggen (Foto Elia Monica).

A Cervinia

Foto di Gruppo quasi a Cervinia, alle noste spalle il Cervino (Foto Elia Monica).


Triangolo

4 April 2010

Il sabato santo, in condizioni splendide di neve, nonostante il tempo non fosse particolarmente pregevole, abbiamo sceso gaudiosamente i canali del Triangolo sul monte Giovo. Siamo saliti con i ramponi dal canale di destra che poi abbiamo ridisceso. Tornati al lago Baccio abbiamo risalito lo spallone boscato sulla sinistra e siamo ridiscesi fino al rifugio Vittoria al Lago Santo, da qui siamo saliti nuovamente dalla Borra dei Porci fino all’imbocco del canale di destra e abbiamo disceso anche questo. Dopo un inizio un po’ ghiacciato ad entrambi il resto era di una neva gaudiosissima.

Andrea durante la discesa visto dal basso.

Andrea durante la discesa visto dall’alto.


Schiaffino 2010

22 February 2010

Ieri 21/02/2010 abbiamo partecipato al XXXII trofeo Schiaffino, organizzato dalla Scuola Enrico Mutti del CAI di Parma. Siamo stati quasi 20 toscani a prendere parte all’evento. In uno spirito personale assolutamente non competitivo mi sono proprio divertito.
Con il mitico Marco Bazzichi a fianco siamo partiti con 6 minuti di penalità per aver terminato la ricerca ARTVA in 2′ e 34” (sotto il minuto partenza al tempo 0, tra 1 e 2 minuti 3 minuti di penalità). Alla fine ci siamo piazzati ad un onorabilissimo 15° posto con un tempo di 1.29′.42”. Clicca qui per scaricare la classifica in formato .pdf.

Foto con Marco all’arrivo.


Polvere

2 February 2010

Sabato, domenica e lunedì (dal 30/01/10 al 01/02/10) siamo stati sul massiccio del monte Rosa alla ricerca della polvere.
Devo dire che il maltempo dei giorni precedenti ce ne ha regalata abbastanza.
Il sabato con gli allievi del corso di sci fuori pista abbiamo cercato un po’ di polvere attorno alle piste.
La domenica assieme ad altri istruttori ci siamo lanciati nel mitico canale nominato “La Malfatta”. Una bellissima discesa che dalla vecchia stazione di Punta Indren arriva fino ad Alagna.

La Malfatta_1

Scesi i primi 20 metri in doppia, a causa degli affioramenti rocciosi dovuti alla scarsità di neve, abbiamo poi sceso sci ai piedi le seguenti centinaia di metri di pura goduria.

La Malfatta

L’ultimo giorno, con partenza da Gressoney la Trinite, siamo saliti con le pelli lungo il sentiero 3 che porta fino al lago Gabiet, da qui la valle di Zube che arriva all0monimo passo, per riscendere fino ad Alagna ricollegandoci alla val d’Otro. Una gita tra panorami splendidi.