Ossa

2 November 2009

Sono appena sceso da “La Forca” in questi stupendi boschi d’autunno. Ai prati di Cantalice, con un sole stupendo, trovo ad attendermi, i miei pensieri. Finalmente un attimo per rendermi conto quanto sia bello che le cose non ci scivolino addosso. Oggi sono salito con la Macchina di Ezio, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Dopo che morì il babbo per anni mi sono fatto le stesse stupide domande senza risposta. Poi le risposte vennero fuori di fronte a quelle ossa, da trasferire dal cofano che l’aveva ospitato 20 anni, all’ossarietto. Mi era mancato, questa era l’unica risposta, e finalmente l’avevo ritrovato. Ricordo come fosse adesso il becchino, mentre rovesciava, dai calzini sintetici intonsi, gli ossicini dei piedi. Oggi sono grato a tutti coloro che ci sono stati vicino. Forse più di tutti al nonno. Il nonno ci ha accompagnato sempre, con una dolcezza ed una tolleranza atipiche di un uomo d’altri tempi. Forse perché il buonsenso è tale a prescindere dal momento storico in cui lo collochiamo. Quando ero li con lui e ne accarezzavo il corpo freddo siamo rimasti soli per un po’. La morte di chi vuoi bene non da timore. Avrei quasi voluto mettergli gli occhiali da sole perché tutto tornasse scanzonato e scherzoso come era lui. E sapevo che da noi, se avesse potuto, se lo sarebbe fatto fare. Poi ho resistito. Ora so già che la risposta a tutto è che semplicemente mi mancherà.

nonno_ed_io

Aldo Minocchi, 16/12/1921 – 29/09/2009


La polenta di Demo’

10 December 2008

Cosa c’è di più bello di mia nonna che fa la polenta di castagne? Poche cose. Non perché sia mia nonna, ma perché è un atto consumato in una vita di polente. In quel gesto fino a 30 anni fa necessario per sopravvivere e che oggi fanno ritualmente per conservare una tradizione, una sapienza, per non far sparire un odore, una consistenza un sapore. Da oggi potrete farla anche voi, così come la facevano loro. Poi se a farla è mia nonna e a girarla è mio nonno è chiaro che la polenta è la migliore di tutte.

E ora è il loro momento, Adelia Giorgini e Aldo Minocchi in “La pulendina de castagne”.

Fondamentale il detto: “Una donna a Raggiolo c’aveva 10 figlioli. Gli metteva più pensiero gira’ la pulenda che fa’ i figlioli”.


Olio d’Oliva

15 November 2008

La raccolta delle olive in Toscana è cosa abbastanza faticosa e che impegna numerose famiglie durante il periodo ottobre/dicembre. La raccolta in Toscana è attiva, nel senso che il raccolgitore partecipa attivamente alla caduta dell’oliva, contrariamente a quanto in uso in altri luoghi. In tempi di lavoro manuale (l’anno scorso…) si utilizzavano appositi rastrelli o pinzette con cui “pettinare” le frasche al fine di far cadere l’oliva. Le olive venivano fatte via via cadere su teli appositamente posizionati e che si spostavano assieme al gruppo di raccolta. Il gruppo di raccolta è composto da raccoglitori che gestiscono la parte “caduta delle olive” ed il gruppo dei telisti che invece gestisce il posizionamento dei teli ed il loro spostamento.

Oggi la raccolta viene fatta con modalità molto simili alle precedenti con la differenza che la caduta dell’oliva viene stimolata tramite appositi battitori che messi a contatto con il ramo fanno cadere le olive senza dover pettinare le frasche. Devo dire che i battitori facilitano molto la raccolta ed aumentano consistentemente la produttività.

Il capostipite della dinastia, Aldo MInocchi, classe 1921, accanito raccoglitore.

Aldo

Mamma, Dani e Zia Angela Topa intente nello studio della situazione al fine di interpretare al meglio il difficile compito di spostamento dei teli.

Family

Io e il capostipite impegnati nel battimento delle olive

Io e il nonno

Ogni tanto si deve riposare anche lui…..

Riposo

Tra gli olivi.

Olivi

Dal telo alle casse con i magici Pstore e Campagna sullo sfondo.

Nelle casse